Moda

La cosmetica scommette sulla (nuova) normalità e riparte nel 2022


Chiuderà il 2021 in positivo con la previsione di tornare sui valori pre Covid già nel 2022, anno che vedrà la cosmetica made in Italy (e non solo) impegnata su più fronti, tra quotazioni in Borsa, acquisizioni, export e nuove abitudini di consumo con l’e-commerce a farla da padrone, anche se non mancano le incertezze legate a uno scenario macroeconomico in ripresa ma ancora incerto, alle tensioni sulla filiera, come i costi delle materie prime e le difficoltà di pianificazione dovute all’andamento altalenante di alcuni canali sia nazionali che internazionali.

La crisi pandemica ha trovato un’industria solidale, responsabile e resiliente che chiuderà quest’anno con una crescita del 10,4% del fatturato superando gli 11,7 miliardi di euro trainati dalla ripresa delle esportazioni, +14% a 4,7 miliardi e una bilancia commerciale che supererà i 2 miliardi, a cui si affianca un buon andamento della domanda interna a 10,6 miliardi (+8,5%).

Secondo il Centro studi di Cosmetica Italia «i canali di distribuzione di prodotti cosmetici durante il lockdown hanno sofferto pesantemente per le chiusure obbligatorie di alcuni settori professionali e per la scarsa frequentazione dei consumatori. Questo repentino cambio delle abitudini di acquisto ha generato una serie di nuovi comportamenti e opzioni di consumo che probabilmente si ripercuoteranno anche in futuro: dalla dilatazione della beauty routine alla maggiore attenzione ai concetti di cosmetici a connotazione naturale e sostenibili, alla cresciuta sensibilità verso concetti di sicurezza. Trend che alla fine del 2019 erano proiettati nel medio periodo e oggi sono del tutto attuali e consolidati».

Una delle sfide più importanti sarà l’e-commerce, protagonista assoluto degli acquisti durante la pandemia con un tasso di crescita del 42% nel 2020 che lo ha portato a diventare il quarto canale di vendita, che conferma la sua posizione anche per quest’anno con un ulteriore incremento previsto 29,7% per un valore di 900 milioni di euro.

Digitalizzazione, dunque, ma anche sostenibilità e sviluppo all’estero. Proprio in queste direzioni andranno gli investimenti degli imprenditori del settore che si stanno muovendo per trovare la liquidità necessaria tra operazioni di raccolta fondi e quotazioni in Borsa. Solo per citarne alcuni, a novembre l’italiana Intercos ha esordito su Euronext Milan; mentre Skinlabo, digital brand torinese, ha chiuso un nuovo round di investimento da 9,1 milioni di euro per l’apertura del mercato Usa, assunzioni, investimenti in It, ricerca e sviluppo prodotto e per il potenziamento dell’attività di marketing communication.

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