Moda

Visioni di tessuti e di arte: una mostra a Como ricorda la creatività di Antonio Ratti


La visione di un imprenditore raccontata dai suoi tessuti e da opere d’arte contemporanea: è un percorso di apprendimento ricco e multiforme quello offerto dalla mostra “Il sogno di
Antonio: un viaggio tra arte e tessuto”, che fino al 31 gennaio 2022 a Como ripercorre la vita e le idee di Antonio Ratti, fondatore nel 1945 dell’omonima azienda tessile nata a Guanzate, a poca distanza dalla provincia lombarda, oggi fra le più importanti produttrici di tessuti d’alta gamma per la moda e l’arredamento.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti e curata da Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni, che hanno intrecciato antichi reperti tessili, opere d’arte contemporanea e materiali d’archivio. Si tratta della terza mostra dedicata ad Antonio Ratti – dopo quella a Palazzo Te a Mantova nel 2017, e alle Terme di Diocleziano a Roma nel 2018 – e di un’ulteriore occasione di approfondimento sulla visione e la storia dell’imprenditore, che tocca stavolta i luoghi dove ha vissuto e lavorato.

Disegno per cravatta, pittura su carta, 1934-39

La mostra si snoda in due ville, Villa Olmo e Villa Sucota, sede della Fondazione creata da Ratti nel 1985, nei loro parchi e in altri luoghi della città di Como, su un territorio pensato come una sorta di tessuto esso stesso.

A Villa Olmo, cuore della mostra, nell’allestimento firmato dall’architetto Philippe Rahm e con la veste grafica di Wolfe Hall, materiale d’archivio e tessuti antichi dialogano con le opere d’arte contemporanea nelle sale neoclassiche. Un documentario realizzato da Domenico Palma, visibile all’interno della Villa, racconta Antonio Ratti attraverso le parole e i ricordi di chi con lui ha collaborato e condiviso sogni e visioni. La mostra si estende poi nei giardini della Villa e nel Chilometro della Conoscenza – il percorso pubblico che unisce i parchi di tre ville comasche – con le opere di Ilya e Emilia Kabakov, Liliana Moro, Giulio Paolini e Rä di Martino.

Villa Sucota

Il percorso espositivo si conclude a Villa Sucota, tappa finale della mostra e sede della Fondazione Antonio Ratti. Il parco della Villa, che già ospita opere permanenti di Gerry Bibby, Jimmie Durham, Liliana Moro, Matt Mullican e Richard Nonas, è arricchito da installazioni di artisti che negli anni hanno partecipato al CSAV # Artists’ Research Laboratory, tra i quali Invernomuto, Daniel Jablonski e Oscar Santillan. Nella villa vengono raccontate altre sezioni del ricchissimo archivio tessile di Antonio Ratti, che conta oggi 30mila tessuti da tutto il mondo, fra tessuti copti e indigeno-americani, velluti italiani, scialli
cachemire indiani ed europei, sete francesi, tessuti Kuba congolesi, vesti ikat centroasiatiche, cotoni stampati alsaziani e kimono giapponesi, e che ha un suo corrispondente nell’Antonio Ratti Textile center inaugurato nel 1995 al Metropolitan Museum di New York, struttura d’avanguardia per lo studio e la conservazione dei tessuti: attorno ai grandi tavoli della villa si snodano opere di artisti che da anni collaborano con l’istituzione, da Jimmie Durham a Giuseppe Gabellone, da Mario Garcia Torres a Melanie Gilligan, e ancora Joan Jonas, Christina Mackie, Walid Raad e Karl Holmqvist.

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