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Modello di distribuzione ibrido e multicanale per la startup digitale VitaVi


Un programma di partnership che ha come target farmacie, parafarmacie, boutique retail e negozi alimentari specializzati: è la strategia di sviluppo della startup digitale italiana che vende online integratori alimentari, per rendere ibrido e multicanale il processo di acquisto, adeguandosi alle esigenze della propria clientela in un momento in cui il consumo di integratori sta aumentando: nell’ultimo anno, infatti, 2 italiani su 3 hanno acquistato integratori alimentari.

Il progetto, che sta già avendo una sua fase pilota grazie alla collaborazione con alcuni negozi sul territorio nazionale, punta ad accelerare ulteriormente lo sviluppo dell’azienda. Se nel corso del 2020 l’Italia ha visto crescere l’utilizzo di integratori alimentari (+28% nel consumo di vitamine, minerali, immunostimolanti e probiotici), il ricorso a supporti di questo tipo appare ormai un’abitudine presente, piuttosto che un comportamento dettato dall’incertezza vissuta nei primi mesi di pandemia: secondo un’indagine realizzata da Ipsos per VitaVi, il 66% degli italiani che assumono integratori alimentari sta continuando ad adottare le abitudini di utilizzo modificate a causa del Covid-19.

Mentre farmacia e parafarmacia rappresentano i contesti in cui tradizionalmente si acquistano di più questi prodotti – lo indica il 63% del campione che ne ha fatto ricorso – il 44% di chi ha utilizzato un integratore l’ha comprato online: complice la pandemia, si è passati tramite le piattaforme generaliste di e-commerce (48%), i siti delle farmacie online (46%), i siti dei produttori (29%).

Sviluppata da Francesco Citoni e Andrea Pregnolato, VitaVi offre una gamma di integratori multivitaminici per il benessere generale fisico e mentale, oltre che prodotti in grado di rispondere a esigenze specifiche, come quelli per ridurre lo stress, difendere il sistema immunitario, favorire il sonno e per la cura della pelle. A coordinare il comitato scientifico dell’azienda è Arrigo Cicero, professore di scienze tecniche dietetiche applicate all’Università di Bologna e presidente del Sinut.

Per limitare l’impatto sull’ambiente, la startup utilizza barattoli per capsule in Pla biodegradabili e compostabili, ricavati dalla canna da zucchero. Le etichette sono prodotte in plastica bio-based, mentre le buste di spedizione sono fatte di Paptic un materiale innovativo prodotto da fonti rinnovabili che è completamente riciclabile.

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