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I saloni di Pitti vincono la scommessa contro la pandemia


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13 gen 2022

E’ stato sicuramente un Pitti diverso quello che si è svolto a Firenze dall’11 al 13 gennaio. Ma c’è stato, nonostante tutto, con risultati superiori alle attese e, soprattutto, ha portato un segnale forte, di ottimismo, di cui tutto il comparto aveva davvero bisogno. Prima dell’inizio della manifestazione non erano mancate critiche e scetticismo, in molti vedevano negli organizzatori quasi dei temerari incoscienti. Il coraggio del management, invece, è stato premiato e premiante: ha mostrato e dimostrato che è possibile tornare a vivere e lavorare quasi “normalmente” anche se fuori “il nemico” resta “in agguato”. Certo, con tutte le precauzioni e le accortezze del caso, ancora con le odiate ma necessarie mascherine, ma potendosi guardare negli occhi e parlare de visu, senza lasciarsi schiacciare da un terrore paralizzante che ci ha accompagnato e bloccato, nostro malgrado, troppo a lungo.  

Pitti Uomo 101 – Pitti Immagine

“Siamo felici per come sono andate le cose in Fortezza da Basso da martedì ad oggi – ha dichiarato Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine – ma stavolta preferirei che fossero gli operatori a commentare questo Pitti Uomo. Da parte mia voglio anzitutto ringraziare le aziende espositrici che hanno creduto nel nostro lavoro e nella nostra capacità di organizzare il salone in sicurezza e secondo i consolidati standard di selezione e qualità: insieme alle nuove collezioni, si sono portati dietro energia e passione. Ringrazio i compratori italiani ed esteri che hanno deciso di muoversi e viaggiare in un momento particolarmente complicato e lo hanno fatto con lo spirito giusto, prudenti ma sereni e determinati. Ed esprimo la nostra riconoscenza verso i tanti giornalisti che si sono presentati a Firenze, perché non si sono limitati a fare cronaca, a raccontare le storie e a dare giudizi sui prodotti: piuttosto, sono stati portatori essi stessi e testimoni di un’atmosfera attiva e di comune partecipazione, di un sentimento positivo. Infine ringrazio dal profondo tutte le persone di Pitti che hanno lavorato bene e duramente, i collaboratori di ogni genere, gli allestitori, i servizi cittadini, i ristoranti, gli alberghi, Firenze. E’ stato un appuntamento giusto e andava fatto: ci siamo tutti meritati questo Pitti”.
 
Parole che in tanti condivideranno, quelle di Raffaello Napoleone, che con determinazione e ottimismo, insieme al suo team, è riuscito a portare in Fortezza da Basso 548 collezioni di moda maschile (quasi il 30% dall’estero) a Pitti Immagine Uomo e 170 collezioni a Pitti Bimbo. I numeri riguardanti l’affluenza hanno confermato le sensazioni positive: circa 4.900 compratori, di cui il 30% da una sessantina di paesi esteri. Contando anche le altre categorie di visitatori (agenti, rappresentanti, fornitori, giornalisti, ospiti) il numero complessivo di presenze dovrebbe aver raggiunto le 8000 unità. Va inoltre sottolineato che molti dei player assenti, espositori, visitatori e giornalisti, lo sono stati, loro malgrado, a causa del picco dei contagi e dell’obbligo di quarantena per chi avesse il covid o avesse avuto contatti con persone contagiate.
In particolare a Pitti Uomo, questi sono i primi dieci paesi esteri per affluenza compratori sono stati Olanda (134 buyer), Francia (134), Spagna (123), Germania (118), Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Turchia, Usa e Russia. Buoni risultati dai paesi del nord Europa (Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia per un totale di 60 buyers) e da segnalare alcune presenze di qualità anche da Cina, Giappone, Corea del Sud e Cina – Hong Kong.

 “Se non sapessi che è in corso la pandemia, avrei detto che sono state praticamente normali giornate di fiera. Stand pieno, fondamentalmente abbiamo lavorato come sempre, quindi giorni estremamente positivi, in termini proprio quantitativi. Poi c’è la positività delle persone che sono venute per lavorare, con la voglia di fare e molta determinazione. Si è respirate tanta volontà di uscire da questa situazione. Abbiamo avuto sorprese internazionali, anche qualche americano, europei del Nord. Soprattutto ovviamente italiani, ma a mio avviso il segnale è quello della comunità delle piccole-medie aziende che si è rinfrancata con i buyer tradizionali di Pitti”, ha detto con il suo immancabile ottimismo Claudio Marenzi, CEO di Herno.
 
In generale, tutti gli espositori incontrati da FashionNetwork si sono espressi in maniera analoga, contenti che Pitti ci sia stato e di esserci stati.
 
“Noi veniamo da sempre a Pitti e non abbiamo mai saltato un’edizione: 10 giorni fa avrei detto che sarebbe stata molto difficile e invece è andata meglio del previsto, al di sopra di qualsiasi aspettativa. Siamo super contenti di esserci stati. Bisogna ringraziare i buyer che sono venuti e Pitti che ci ha creduto”, ha commentato Antonio de Matteis, CEO di Kiton e presente in fiera con KNT e Kired.
 
“Sicuramente è stato un Pitti diverso, ma tutta la vita è cambiata a causa della pandemia. Noi crediamo nella manifestazione, punto di riferimento nel suo settore a livello mondiale, tanto che, come lo scorso giugno, siamo stati presenti con ben due stand: Armata di Mare e Invicta. La fiera ha tenuto, i clienti erano meno, ma davvero motivati e concreti nei loro ordini”, ha spiegato a FashionNetwork.com Massimo Cortesi, CEO di Facib.
 
“È stata un’edizione molto superiore alle aspettative, siamo veramente soddisfatti. Pensavamo di avere un flusso ridotto e invece soltanto nella prima giornata di fiera abbiamo avuto 700 persone in stand. Certo più italiani questa volta, ma Pitti resta un’ottima vetrina”, ha dichiarato soddisfatta la titolare e fondatrice di WP Lavori in Corso, Cristina Calori, incontrata allo stand di Filson.
 
“In questi giorni abbiamo visto molte persone, anche diversi visitatori esteri, da Belgio, Olanda, Francia e Spagna, meno dal Nord America. Molto ha giocato, purtroppo, la disinformazione sul Covid in Italia”, ha spiegato il patron di Paul &Shark, Andrea Dini.
 
“Nonostante l’incertezza causata dalla pandemia, siamo contenti di come è andato questo Pitti Uomo: i clienti italiani più importanti sono passati dal nostro stand e abbiamo registrato visite anche di buyer esteri, in particolare giapponesi, francesi, polacchi, dal Benelux e qualche tedesco”, conferma a FashionNetwork.com il fondatore di Save The Duck, che a Pitti ha festeggiato i 10 anni del suo brand.

“Spero che l’imprenditore medio, che oggi sta cercando di costruire un grande futuro per la sua azienda, quando un domani raggiungerà grandi risultati, non abbia la memoria corta di tanti imprenditori ormai affermati che hanno deciso di non partecipare alla manifestazione, senza pensare all’effetto domino che la loro scelta avrebbe avuto, portando altri a desistere dalla partecipazione”, ha chiosato Angelo D’Arcangelo, manager responsabile del business di diversi brand presenti in fiera. Cosa dire di questo Pitti? Prima di tutto cje è stato il Pitti dei coraggiosi, che hanno voluto andare oltre il negativismo e credere nella ripresa, dando un segno forte a chi non c’era e mostrando un grande senso di responsabilità. Coraggiosi che sono stati premiati, visti i frutti che siamo riusciti a raccogliere in questi 3 giorni”.

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