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Douglas cresce del 16,8% nel primo trimestre e supera i livelli pre-pandemia


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17 feb 2022

La catena tedesca di profumerie Douglas ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2021/22 con un fatturato di 1,3 miliardi di euro, in salita del 16,8% rispetto all’anno precedente e del 10,9% sul 2019/20. L’EBITDA rettificato è aumentato dell’11,6%, a 191 milioni di euro, raggiungendo un margine del 14,6%.

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La catena tedesca di profumerie Douglas ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2021/22 con un fatturato di 1,3 miliardi di euro, in salita del 16,8% rispetto all’anno precedente e del 10,9% sul 2019/20. L’EBITDA rettificato è aumentato dell’11,6%, a 191 milioni di euro, raggiungendo un margine del 14,6%.
 
Le vendite nei negozi fisici si sono attestate a 866 milioni di euro, registrando un incremento del 27,8%, mentre l’e-commerce, esploso durante la pandemia, si è mantenuto sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, a 437 milioni di euro (+1% sul 2020/21, +75,4% sul 2019/20).

Tutte le regioni hanno contribuito al buon andamento del business nel primo trimestre, in particolare Francia (dove Douglas possiede la catena di profumerie Nocibé) ed Europa sudorientale, ad eccezione del mercato spagnolo, che presenta ancora qualche difficoltà.
 
“I buoni risultati del trimestre natalizio, particolarmente importante per noi, dimostrano la forza del nostro modello di business”, ha dichiarato Tina Müller, CEO del Gruppo Douglas. “Il business dei negozi ha registrato una netta e notevole ripresa dopo i lunghi lockdown. Allo stesso tempo, siamo riusciti ad aumentare leggermente il già alto livello di vendita dell’e-commerce. Con l’acquisizione strategica della farmacia online disapo.de, stiamo attingendo a nuovi mercati in crescita, posizionando così Douglas come piattaforma unica per lo shopping di bellezza e salute in Europa”.
 
Nell’esercizio fiscale 2020/21, il gruppo tedesco aveva registrato un calo delle vendite del -3,5% a 3,12 miliardi di euro, a causa della pandemia di coronavirus e delle conseguente chiusura dei negozi.

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Articolo preso da Fashio Network Italia

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