Industria

Moda donna: nel 2021 fatturato +19,3%, ma ancora sotto i livelli pre-covid


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Ansa

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23 feb 2022

Nel 2021 la filiera tessile-moda rivela un’evoluzione favorevole, lasciandosi alle spalle il trend negativo accusato nel 2020. Tra i comparti trainanti si trova l’industria italiana della moda donna (vestiario femminile, maglieria femminile, camiceria femminile e abbigliamento in pelle da donna): sulla base delle prime stime effettuate dal Centro studi di Confindustria Moda, dopo avere chiuso il 2020 in calo del 18,9%, si prevede l’anno 2021 in recupero di almeno il 19,3% sull’anno precedente. Tale dinamica dovrebbe portare il fatturato settoriale a circa 13,5 miliardi di euro, inferiori del 3,2% rispetto ai livelli raggiunti nel 2019 (prossimi a 14 miliardi). La performance si rivela più positiva rispetto a quella prevista per la moda uomo e diffusa lo scorso gennaio (+11,9% sul 2020, ma -9,9% sul 2019).

@cameramoda

Focalizzando l’attenzione sulle dinamiche di export, dopo un primo semestre che ha visto un rimbalzo del 27,6%, la moda donna ha proseguito nel suo percorso di crescita, pur assistendo a un rallentamento. Nell’arco di tempo gennaio-ottobre 2021 le vendite estere settoriali sono cresciute del 19,2%, portandosi a circa 8 miliardi. Anche le importazioni di moda donna sono tornate interessate da un trend positivo – tuttavia su ritmi meno sostenuti dell’export – nella misura del 6%, portandosi a circa 4,4 miliardi. Il saldo commerciale di periodo ammonta, dunque, a quasi 3,6 miliardi.

“Le performance della moda donna nei primi 9 mesi del 2021 ci confortano in un periodo reso complesso dagli aumenti dell’energia, delle materie prime e dei trasporti”, afferma Sergio Tamborini, presidente di Sistema Moda Italia, commentando i dati del fatturato e delle esportazioni. “I mercati internazionali si dimostrano, come sempre, sensibili al bello e ben fatto in Italia”, aggiunge, “e la nostra moda con la sua filiera unica al mondo è un protagonista assoluto della ripresa in atto. La Francia si conferma essere il nostro primo partner commerciale con una crescita double digit e la Cina presenta l’aumento più significativo sul biennio precedente. In sostanza tutti i maggiori Paesi di riferimento per il nostro export danno segnali molto positivi. Un saldo commerciale che supera i 3,5 miliardi è sicuramente incoraggiante per il Paese intero e spinge la nostra manifattura ad affrontare le sfide di questo periodo con una maggiore determinazione”.

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