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Byblos guarda a tecnologia 3D, metaverso, sostenibilità, licenze e il nuovo store di Milano


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10 mar 2022

Continua il piano di rilancio a livello mondiale di Byblos, marchio italiano di abbigliamento icona degli anni ’80 diventato nell’aprile 2018 di proprietà del suo CEO e direttore creativo Manuel Facchini, che per fondare la Byblos S.r.l. e dare nuovo impulso al brand è uscito dall’azienda di famiglia Swinger International – precedente proprietaria del brand.

Byblos, Autunno-Inverno 2022/23

Con la collezione Autunno-Inverno 2022/23 Byblos è appena tornato a sfilare nel calendario della settimana della moda donna di Milano con un défilé in formato digitale, ultimo tassello della prima fase di riposizionamento del brand nel panorama internazionale. Mantenendo legami con l’heritage e il DNA del marchio, Manuel Facchini ha spiegato in una nota di voler creare un modello di business più moderno, indirizzando il brand verso la tecnologia 3D e il metaverso.
 
Già la nuova boutique monomarca di Byblos inaugurata in questi giorni in Via della Spiga 33 a Milano (e negli intenti di Facchini ci sono altri opening in capitali estere) ha un approccio digital nei confronti del consumatore finale. All’interno del negozio si trova infatti un device che favorisce l’interazione social costante con il prodotto presentato in quel determinato momento. L’e-commerce è stato completamente rinnovato a novembre 2021, presentando l’intera proposta di prodotto (abbigliamento e accessori genderless, sia per adulti che per bambini), mentre per la vendita sui canali social Byblos si avvale del supporto commerciale dello showroom virtuale Joor.

La nuova era di Byblos è gestita integralmente dallo showroom direzionale di Milano, compresa la comunicazione, con la volontà di proporre un prodotto di grande qualità e con una forte attenzione all’inclusività ed alla sostenibilità. Questo ultimo aspetto è sottolineato anche dalla scelta del nuovo logo, un triangolo equilatero che nella simbologia universale rappresenta i 4 elementi naturali (aria, acqua, fuoco e terra).

Byblos, Autunno-Inverno 2022/23

La strategia iniziale di Facchini per Byblos (che intanto ha rilanciato la seconda linea By Byblos puntando sugli accessori) prevederebbe non solo collezioni a classica cadenza stagionale, ma anche dei drop separati a cadenza mensile di piccole capsule di abbigliamento, borse, gioielli e calzature, composte da poche decine di pezzi.
 
Già avviata anche la strategia di licenze, che per il momento sono state assegnate al gruppo Catapano per il kidswear, ad Asso per le scarpe, a La.i.pe per borse e piccoli accessori di pelletteria, e alla ditta Jaxo per gli accessori tessili, come cappelli, foulard, sciarpe e guanti.
 
Intanto, nel défilé virtuale AI 2022/23, Byblos ha mostrato il suo nuovo DNA tecnologicamente avanzato unito a forza e femminilità. Una collezione per la quale Manuel Facchini si è ispirato all’illustratore giapponese Hajim Sorayama, che crea donne high-tech super femminili simili a cyborg futuristici, e a Refik Anadol, che con il suo approccio poetico e sognante traduce l’architettura con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e di dati. Ne è scaturita una collezione forte, senza genere e audace.

Byblos, Autunno-Inverno 2022/23

Gli abiti senza cuciture in lycra mini-stretch termoformata, altamente resistente e impossibile da graffiare, con dettagli creati da un processo 3D, sono stati ispirati dai lavori di Sorayama. Anche il jersey utilizzato per gli abiti da sera richiama le sue illustrazioni. Le stampe riflettono l’arte di Anadol e riproducono un motivo 3D che rimanda alla filosofia dell’artista “remembering the future”, che si nota nelle giacche trapuntate o nei vestiti di jersey dai colori vivaci che variano dal turchese al giallo lime oppure dal fucsia all’arancione, a ricordare creature biotecnologiche provenienti da un’altra galassia. I completi di Byblos sono in velluto elasticizzato con punti riflettenti iridescenti in diversi colori.
 
Nuove borchie composte da diverse nuance e finiture sono state applicate alle giacche da rockstar genderless, ai pantaloni e agli abiti ondulati, mentre i tagli sono netti con linee grafiche (quadrate o arrotondate). E poi tanti riflessi, bagliori di colore, dettagli metallici…

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