Moda

Tataborello, bijoux femminili morbidi come tessuti


Accessori sfavillanti, bijoux unici e caratterizzanti, collezioni di monili che valorizzano ogni outfit da giorno e da sera. Federica Borello, designer torinese, ha fondato nel 2001 un’azienda diventata riferimento nella bigiotteria top di gamma. Dalle pietre semi-preziose ai cristalli Swarovski, il brand declina bijoux con artigianalità e lavorazioni raffinate.
Le collane, i bracciali e gli orecchini firmati Tataborello nascono dalla ricerca di lavorazioni innovative che declinano oggetti unici, versatili e originali.

«Sono cresciuta nel mondo del fashion: la mia famiglia aveva fondato la Juvenilia e una delle due linee si chiamava Federica – racconta -. Sin da bambina mi piaceva infilare perline, utilizzare nastri e fare intrecci con materiali preziosi per cui da ragazza ho deciso di studiare presso il Polimoda di Firenze, specializzandomi in maglieria».

Proprio dalla ricerca della maglieria derivano molte delle lavorazioni morbide e versatili che Federica ha importato nella bigiotteria. «Dopo la scuola ho aperto la mia attività, puntando sull’artigianalità e sulla qualità dei materiali – dice -. Anche se vivo all’estero da sette anni (oggi a Bruxelles), l’attività produttiva rimane a Torino dove il brand è nato». E aggiunge: «Il nome del marchio può sembrare bizzarro e spesso, all’estero, viene pronunciato in maniera buffa. L’ho scelto perché unisce il mio soprannome con il cognome».

L’azienda si declina tutta al femminile: un team di 11 donne, dieci a Torino, dipendenti che lavorano da casa. La produzione avviene su ordinazione. Ogni anno vengono realizzati circa 10mila pezzi. Un nuovo articolo di punta sono oggi gli anelli, oggetto per il quale è stato inventato con un orafo un sistema che consente di regolarli come misura, in un modo pressochè invisibile. «Metà degli ordini adesso sono anelli, che sono stati lanciati un anno fa» dice.

Tra i prodotti di punta c’è anche la collana Anita, modello di collane di tormalina e ametiste. «Non siamo orafi, ma ci siamo fatti affiancare da un orafo che ci ha aiutato a studiare le gabbie che contenessero cristalli in modo da lasciare passare la luce – spiega ancora Federica -. Mi piace lavorare con dei tecnici che possano mettere in risalto il nostro lavoro». I cristalli vengono acquistati nella Repubblica ceca e viene tolto loro la patina che li rende brillanti e diventano quindi trasparenti. «I nostri campionari hanno 30 referenze colori – dice -. Negli anni abbiamo lavorato anche per brand della moda che chiedono prodotti ad hoc, come è avvenuto con Cristina T e Moschino».

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