Business

Tamaris si sviluppa come marchio lifestyle e punta sul Sud Europa partendo dall’Italia


Pubblicato il



17 mar 2022

Il brand tedesco di calzature è nato nel 1967, ma in realtà costituisce solo la punta di diamante del gruppo tedesco Wortmann, azienda familiare con sede a Detmold (a 100 km da Hannover) il cui fondatore, Horst Wortmann, iniziò vendendo con una valigetta in mano prodotti Made in Italy che aveva acquistato in Italia. Da lì ha costruito un impero, arrivato a produrre annualmente oltre 50 milioni di paia di scarpe con 5 brand di proprietà (Tamaris, Tamaris Confort, Jana, Caprice e Marco Tozzi) oltre a svolgere attività di produzione di calzature e accessori per altri marchi.

Tamaris

“La missione che si è data Tamaris, marchio che nasce con le calzature, è di diventare un fashion brand”, spiega a FashionNetwork.com Alessandro Olivetti, Head of Sales South Europe dell’azienda, in cui è approdato a marzo 2021 per sviluppare il marchio nel meridione d’Europa. “Ora il nostro intento è vestire la donna a tutto tondo, dalla mattina alla sera in tutte le occasioni della vita, dallo sport al tempo libero, dalla serata speciale a quella in cui resta in casa. Infatti, oltre alla licenza delle borse, che abbiamo in catalogo da qualche anno e che sono studiate per abbinarsi pefettamente alle scarpe Tamaris, da maggio 2023 arriveranno anche le nostre prime linee d’abbigliamento. Saranno realizzate da un partner importante, che è anche il licenziatario del marchio Fila”.
 
Tutta la modelleria della società della Renania viene fatta in Italia, soprattutto nei distretti bresciano e toscano, e in 3D, che consente notevoli risparmi di costi. Invece la produzione di Tamaris – quasi tutta in pelle, ma con una parte in tessuti sintetici – viene effettuata al 70% in Far East e al 30% in Europa, fra Italia, Romania, Portogallo e altri Paesi del Vecchio Continente.

L’azienda punta molto sul digitale: sta preparando per dialogare direttamente coi clienti una piattaforma interattiva di vendita che integra il processo di presentazione, vendita del prodotto e acquisizione dati. È in fase di testing e verrà implemenatata prima dell’estate.
 
“Il grande asset del gruppo Wortmann, oltre al prodotto, è la logistica, perché noi vendiamo anche un servizio”, afferma Olivetti. “Dall’ingegnerizzazione del prodotto, al suo sviluppo, alla sua distribuzione, possiamo vantare un controllo totale della catena. E portare un nostro prodotto sul mercato nel momento giusto vuol dire sicuramente avere più chance con il consumatore finale. Abbiamo anche un magazzino totalmente automatizzato in grado di contenere 4,5 milioni di calzature e di spedire nei momenti di picco fino a 500.000 paia di scarpe in un giorno. Vi lavorano solo 20 persone, mentre i dipendenti complessivi di Tamaris sono più di 1.000”, spiega il manager.

Marco Tozzi è uno dei marchi della società Tamaris

L’azienda tedesca ha aperto nel 2021 l’e-commerce italiano, già salito del 300% in un anno. “Abbiamo un canale preferenziale di sviluppo online, anche perché abbiamo grandi partner nei marketplace sul web, i maggiori dei quali sono quasi tutti tedeschi (come Zalando, About You…)”, sorride Alessandro Olivetti, ricordando come Tamaris controlli 400 negozi monomarca brick & mortar in Europa. “In Italia ce n’è solo uno, pilota, in un centro commerciale a Brescia, e abbiamo una serie di shop-in-shop all’interno di Coin”, precisa, “perché Tamaris non aveva ancora compiuto nessun focus sul Sud Europa (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Bosnia, Croazia, Slovenia e Serbia), prima del mio arrivo in azienda”.
 
“In quest’area lavoravamo già benissimo, e la direzione di Tamaris, invece di puntare ad espandersi in Estremo Oriente, dove aveva la necessità di sviluppare un altro tipo di calzata, perché gli orientali hanno piedi molto diversi”, racconta Olivetti, “ha scelto di puntare su un mercato più simile al suo e attento a stile e qualità come quello italiano. Una scelta coraggiosa per un marchio della Germania, vista la profondissima tradizione manifatturiera del settore calzaturiero in Italia, vera eccellenza nazionale. Per fare questo Tamaris ha puntato sull’ottimo value-for-money e sulla calzata comoda, marchio di fabbrica aziendale”, indica il dirigente italiano.
 
Tamaris viene distribuito in oltre 15.000 negozi multimarca globali, sparsi tra Europa (sostanzialmente tutta fino alla Russia), Medio Oriente, Nord America (con una nuova partnership appena perfezionata per USA e Canada). “In Italia sono ancora pochi, ma abbiamo l’obiettivo di arrivare a diffonderci in 800 negozi entro due anni”, rivela il direttore vendite Europa del Sud, che ricorda come la crescita del gruppo Tamaris nell’esercizio 2021 abbia quasi riportato il livello del suo fatturato ai dati pre-Covid, quando fu di oltre 1 miliardo di euro, con un 50% Germania-50% estero. “I dati del 2022 dovrebbero purtroppo subire un contraccolpo dal conflitto russo-ucraino, in quanto la Russia era il nostro secondo mercato, con una quarantina di negozi in franchising e 100 dipendenti in loco, e dove abbiamo l’unica sede estera al di fuori della Germania”, si rammarica il dirigente italiano.
 
Al terzo posto come giro d’affari c’è la Francia (nazione più cresciuta lo scorso anno per Tamaris), dove l’azienda nel 2021 ha inaugurato 20 negozi monomarca, portandoli a 70 complessivi. Seguono il Nord Europa in generale, con Regno Unito, Scandinavia e repubbliche baltiche su tutti.

Tamaris

Tornando ai negozi, l’azienda tedesca per ora non prevede nuovi opening in Italia, ma sta cercando dei partner per aprire, una volta consolidata l’awareness del marchio nello Stivale, dei monomarca Tamaris in franchising. “Questa è un’azienda che preferisce studiare un progetto prendendosi i tempi giusti, procederà per gradi. Inoltre è attentissima a praticare una sostenibilità non di facciata: in azienda sono stati installati pannelli solari, la flotta di auto aziendali è elettrica, facciamo riforestazione, tutto il packaging è ecosostenibile, usiamo PET solamente riciclato, ma quanto vogliamo fare davvero è portare l’ecosostenibilità in maniera graduale su tutti i nostri prodotti”, garantisce Olivetti.
 
Per iniziare, Tamaris ha raddoppiato la percentuale di modelli vegani nelle proprie collezioni Autunno-Inverno 2022 rispetto alla stagione precedente, e ha una linea di scarpe green, chiamata “Greenstep”, le cui suole sono realizzate in collaborazione con Bloom, azienda che produce suole con una biomassa derivante dalle alghe. “Non racconto questo come fosse un vanto speciale per il gruppo Wortmann, perché sono provvedimenti che oggi dovrebbero prendere tutte le aziende che si definiscono responsabili”, chiosa Alessandro Olivetti.

Copyright © 2022 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.

Articolo preso da Fashio Network Italia

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *