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Green, tecnologici, persino ‘invisibili’ gli orologi 2022


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Ansa

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7 apr 2022

Cosa si chiede a un orologio di lusso, magari a tiratura limitata? Precisione assoluta, certo. Stile unico, ovviamente. Ma anche ricerca e innovazione nei materiali, per rispondere a esigenze e prestazioni sempre più alte. È la tendenza che spicca nelle nuove collezioni presentate al Watches & Wonders 2022, il grande salone d’alta orologeria, tornato in presenza a Ginevra. E che, non a caso, proprio all’innovazione da qualche anno dedica The Lab, il suo cuore pulsante, incubatore per l’orologeria del domani, dove presentare ricerche, risultati, ambizioni. 

Blacker than Black diH. Moser & Cie – Ansa

A scorrere i 38 brand presenti quest’anno, i due materiali più sorprendenti li portano due marchi indipendenti, protagonisti nel tradizionale Carré des horloges. Qui l’attenzione era infatti tutta per il “Blacker than Black” (il “nero più del nero”), come è stato subito ribattezzato il nuovo Streamliner Chronograph Flyback Automatic dell’eclettico H. Moser & Cie, completamente realizzato in Vantablack, uno specialissimo materiale composto da nanotubi in carbonio con la straordinaria capacità di assorbire fino al 99,965% della luce. Risultato, esposto in pezzo unico su un supporto dello stesso materiale, l’orologio sembra scomparire nel nulla, in un tutt’uno infinito. Unico svantaggio: il materiale è fragile quanto le ali di una farfalla e il pezzo non può ancora essere indossato. Ma da Moser, assicurano, si sta studiando come renderlo sufficientemente resistente agli choc della vita quotidiana e, quindi, indossabile. 

C’è poi il metallo prezioso più raro e costoso della Terra: l’osmio, che brilla dal quadrante Frozen Star del nuovo Antarctique S ideato da Czapek. Duro, denso e pesante, parte dei sei metalli del gruppo del platino, l’osmio fu scoperto nel 1803 dal chimico britannico Smithson Tennant. Presente soprattutto nelle Americhe e nella federazione russa, è 11 volte più raro dell’oro, non si trova allo stato puro in natura e globalmente ogni anno se ne produce appena una tonnellata circa. Effetto sul quadrante, leggerissimo e luminosissimo. 

Ma non solo rarità. Nel 2022 la parola d’ordine è sempre più “sostenibilità”, anche al polso. Panerai, il brand italiano da sempre legato alla vita del mare e degli oceani, già da qualche anno in prima linea nella forgiatura di materiali e processi di lavorazione virtuosi, prosegue nel suo impegno con il Submersible QuarantaQuattro realizzato in eSteel, metallo di nuova generazione ottenuto da rottami di acciaio riciclati al 100%. “L’idea”, racconta all’Ansa il Ceo Jean-Marc Pontroué, “arriva dal nostro ambassador, l’esploratore Mike Horn, quando abbiamo lanciato il programma per la sostenibilità. È un uomo che ha viaggiato in tutto il mondo, dalle vette più alte fin nelle profondità degli oceani. Un giorno arriva con un pezzo di metallo della sua barca Pangea. ‘Provate a usare questo per i vostri orologi’, ci ha quasi sfidato. E noi ne abbiamo realizzati cinque. Poi un’intera collezione. Oggi siamo orgogliosi di annunciare che entro i prossimi tre anni tutti modelli in metallo di Panerai verranno prodotti con materiale eSteel”. 

Ma c’è anche l’oro etico, ovvero estratto senza tecniche invasive per l’ambiente e in armonia con le comunità locali, che Chopard ha utilizzato nei suoi coloratissimi Happy Sport Métiers d’Art. Tre edizioni limitate di otto esemplari ciascuna, per tre segnatempo dedicati ad altrettante specie animali da proteggere: il colibrì, la tartaruga marina, l’orso polare, ritratti nei loro ecosistemi in miniatura. 

Ambizione massima della ricerca, è poi creare quello che ancora non c’è. È così che dai laboratori Hublot arriva il Big Bang Tourbillon Automatic Purple Sapphire, con cui la manifattura di Nyon torna a lavorare su un materiale rivoluzionario come lo zaffiro sintetico (che nasce trasparente) e in prima mondiale lo colora di una nuance tutta nuova in alta orologeria: il viola traslucido, risultato di un’alchimia raffinatissima composta di ossido di alluminio e cromo. 

E poi Ulysse Nardin, che dopo essere stata la prima maison a utilizzare il silicio nel suo primissimo orologio Freak del 2001, nel nuovo “spaziale” Freak S scommette su un trattamento pionieristico: il DiamondSI0 il, brevettato nel 2009, che ricopre i componenti dello scappamento di uno strato di diamante artificiale che ne ottimizza performance, resistenza all’abrasione e ai numerosi impatti che si verificano ogni anno sull’orologio. 

Infine Iwc, che già negli anni ’80 era pioniera nell’uso di titanio e ceramica, con i nuovi Top Gun della collezione Pilot’s Watches oggi punta tutto sul Ceratanium. Un materiale completamente nuovo, che gli ingegneri della casa svizzera hanno sviluppato da zero e che unisce i vantaggi del titanio e della ceramica, come l’estrema resistenza alla corrosione. E che nelle componenti ausiliarie come la corona, i pulsanti e la fibbia, consente di realizzare orologi dal design elegante, opaco e totalmente nero, senza bisogno di alcun rivestimento.

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