Moda

L’intimo d’avanguardia spinge l’innovazione tessile


I punti chiave

  • L’interesse crescente verso l’inclusività spinge l’underwear plus size e modellante
  • Il settore shapewear si avvia verso i 7 miliardi di dollari
  • Rappresenta un’opportunità per le aziende italiane di filati e tessuti all’avanguardia

Tutta questione di prospettiva. Basta cambiare punto di vista ed ecco che le ex modelle, gli “angeli” di Victoria’s Secret, quelle che per anni hanno rappresentato una spesso irraggiungibile perfezione estetica, diventano testimonial di un marchio di intimo che sull’esaltazione dell’imperfezione ha costruito il suo successo.

Il motore è la body positivity

Nella nuova campagna di Skims, il marchio di lingerie inclusiva lanciato dall’influencer Kim Kardashian, appaiono infatti quattro super-modelle che pur restando perfette parlano, oggi, la lingua dell’inclusività, della body positivity. Due valori che hanno rivoluzionato l’industria dell’underwear, sostituendo la formula di Victoria’s Secret (che ha sfiorato il fallimento) con un’altra che ha portato sul mercato taglie e modelli adatti a tutti i tipi di corporatura. Un’offerta che dunque amplia enormemente la base di consumatori, pronti a rispondere con entusiasmo: secondo Allied Market Research, il mercato globale dello shapewear – letteralmente, capi che modellano – raggiungerà i 6,95 miliardi di dollari entro il 2030, crescendo a un tasso medio annuo del 7,7%. Un successo confermato dalle prospettive di marchi come Savage x Fenty, lanciato da Rihanna e uno dei primi del settore, che sembra avviato verso una Ipo con una valutazione da 3 miliardi di dollari, e dalle scelte di fondi di private equity come Blackstone, che a novembre ha rilevato la maggioranza di Spanx, marchio considerato il category creator.

«L’industria della moda è stata sempre poco reattiva alla domanda per taglie più inclusive, ma le cose cambiano nel momento in cui proprio l’inclusività diventa un attributo sempre più importante per un marchio – nota Fflur Roberts, responsabile del segmento Global Luxury Goods Research di Euromonitor International –. Questa transizione verso creazioni body positive richiede nuovi investimenti, anche sulla concezione del fitting».

L’underwear d’avanguardia spinge l’innovazione

La particolare natura di questo underwear d’avanguardia, che deve garantire vestibilità, comfort, traspirabilità, offre un’importante spinta all’innovazione anche all’industria dei tessuti tecnici: «Innovazione che passa dall’aumentare il comfort, ma anche dalla sostenibilità – prosegue l’analista –. Visto che lo shapewear sta determinando l’orientamento futuro dell’underwear, i produttori tessili che sapranno rispondere a questa richiesta di innovazione ne trarranno certamente molti vantaggi». A dimostrarlo è il caso The Lycra Company, azienda storica del tessile tecnico, che nel 2009 ha supportato la nascita del segmento con la sua tecnologia Lycra Beauty, e che alla fine del 2021 ha lanciato la nuova Lycra Adaptiv: «Una fibra rivoluzionaria che promuove una vestibilità personalizzata e permette ai capi di adattarsi naturalmente alle diverse forme del corpo – sottolinea Denise Sakuma, vicepresidente marketing e comunicazione per Lycra –. Realizzata con un polimero speciale, questa fibra adattiva, che è in attesa di brevetto, presenta una tecnologia che le permette di adattarsi alle esigenze funzionali di chi la indossa in modo ibrido: se ci si muove segue alla perfezione i movimenti, a riposo rimane perfettamente al suo posto, come una seconda pelle. Un filato che peraltro rappresenta un vantaggio anche per i produttori e per chi vende online, perché riduce notevolmente il problema dei resi e dello stock in magazzino: un capo, infatti, è in grado di vestire più taglie e di adattarsi perfettamente a ogni forma del corpo».

I filati hi-tech, adattabili e sostenibili di eccellenze tessili italiane, come Econyl di Aquafil, Renycle di RadiciGroup e Qnova di Fulgar, sono usati anche da Cifra, azienda di Verano Brianza specializzata nella maglieria hi-tech, per i tessuti prodotti con il brevetto Warp Knit Seamless (Wks), con cui si realizzano capi senza cuciture, adattabili, indemagliabili, ma anche leggeri e traspiranti, pertanto adattissimi allo shapewear: «Nei 13 maggiori mercati mondiali per Cifra la taglia media è compresa tra la 46 e la 48, con gli Stati Uniti in testa con la 50 – nota il ceo Cesare Citterio –. Quasi un terzo delle donne americane acquista abbigliamento plus size, e anche in Europa il dato è in crescita e si attesta al 23 per cento».

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