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Zegna punta a 2 miliardi di ricavi entro 5 anni con focus su inclusione e green


I punti chiave

  • Nel 2021 i ricavi di Zegna hanno sfiorato 1,3 miliardi, con ebit del 10%
  • Nello scenario migliore il gruppo supererebbe i due miliardi entro il 2023
  • ll gruppo prevede che entro il 2026 oltre la metà delle sue principali materie prime sia completamente tracciabile

La sintesi del messaggio lanciato da Zegna per il capital market day sta in una frase in inglese che in italiano perde parte della sua efficacia: «We are a 112 years young company», che potremmo tradurre con «abbiamo alle spalle 112 anni di gioventù». In altre parole: la nostra storia non sarà mai una zavorra, bensì un trampolino verso il futuro. Italianissimo invece il luogo della presentazione, trasmessa in live streaming per gli investitori e analisti di tutto il mondo, l’Oasi Zegna, uno sterminato spazio verde sulle colline biellesi. Per chi era collegato da New York, dove Zegna è quotato dal dicembre 2021, la presentazione faceva il confronto con Central Park, 1,3 miglia quadrate: l’Oasi Zegna, 38,6 miglia quadrate, è trenta volte più grande e a partire dal 1910, anno della fondazione del gruppo, vi sono stati piantati oltre 500mila alberi.

Sono altri però anche molti altri i numeri che proiettano il gruppo nei prossimi anni, hanno spiegato il ceo e presidente Gildo Zegna e Gianluca Tagliabue, cfo del gruppo. L’obiettivo di medio termine è superare i due miliardi di ricavi, con un ebit di almeno il 15%, mantenendo una capex del 5% sul fatturato. Obiettivi ambiziosi ma realistici: nel 2021 i ricavi di Zegna hanno sfiorato 1,3 miliardi (con un ebit del 10% circa) crescendo del 27% rispetto al 2020 e nel primo trimestre sono arrivati a quasi 380 milioni (+25,4% sul periodo gennaio-marzo 2021). Zegna e Tagliabue hanno detto che per «medio termine» si intende 4-5 anni: cautela d’obbligo, visto lo scenario economico e geopolitico globale. Ma si potrebbe anche essere più ottimisti: ipotizzando una crescita del 25% per l’intero esercizio e quello successivo, si arriverebbe a 1,6 miliardi a fine 2022 e si supererebbero i due miliardi entro il 2023.

Numeri che potrebbero cambiare in caso di acquisizioni, hanno suggerito alcuni analisti: «Quello che possiamo dire è che nel corso di quest’anno annunceremo tre collaborazioni e relative capsule– ha precisato Gildo Zegna – mentre non abbiamo,a oggi, in programma di acquisire altre aziende della filiera, anche se siamo molto soddisfatti delle operazioni fatte fin qui e di aver rafforzato la parte tessile, di maglieria e delle calzature, che nel 2021 sono cresciute molto, come tutta la pelletteria, che vale il 15% del fatturato».

Accanto a Gildo Zegna e al cfo Tagliabue c’erano Edoardo e Angelo, figli trentenni del ceo, e Rodrigo Bazan, ceo di Thom Browne, marchio acquisito nel 2018 e che nel primo trimestre 2022 è cresciuto del 22,3%, sfiorando i cento milioni di euro. Ai rappresentanti della quarta generazione della famiglia Zegna è spettato il compito di entrare nel dettaglio delle novità in tema Esg e omnicanalità: Edoardo è chief marketing digital e sustainability officer, mentre Angelo, che vive a New York, è consumer e retail experience director, ruolo strategico, visto che il gruppo conta su una rete di oltre 500 negozi in 80 Paesi, 295 dei quali a gestione diretta (244 a insegna Zegna e 51 per Thom Browne).

Tra gli obiettivi Esg, il gruppo prevede che entro il 2026 oltre la metà delle sue principali materie prime sia completamente tracciabile, per arrivare a superare il 95% entro il 2030.A partire dal prossimo anno inoltre Zegna pianterà 10mila alberi in ogni città in cui aprirà o ricollocherà i suoi negozi, in un legame ideale con l’Oasi Zegna. Verranno create nuove figure manageriali per mettere a punto programmi e strategie sulle pari opportunità, sull’inclusione e sul contrasto ai cambiamenti climatici.

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