Industria

Consapevole ed etico, il consumatore beauty del 2030


Di

Ansa

Pubblicato il



23 mag 2022

Più consapevole, attento ai valori etici, probabilmente con meno tempo a disposizione.
E quasi sempre già informato sul prodotto. È il ritratto del consumatore del beauty del 2030, “figlio” della pandemia, del lockdown, del boom del digitale e anche delle battaglie etiche e sociali di questi anni.

Ansa

“Il consumatore di cosmetici del futuro verrà da una vera rivoluzione”, racconta il responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia, Gian Andrea Positano. “Tra pandemia e lockdown abbiamo assistito a una tale accelerata, che in 18 mesi si sono concretizzati cambiamenti che attendevano in 5-10 anni, soprattutto nella rimodulazione dei canali di distribuzione e delle abitudini di chi compra. Basti pensare”, cita, “che il 66% dei consumatori ha cambiato il modo di fare acquisti a seguito della pandemia. E l’88% continuerà a rivedere il proprio comportamento nel 2022”.

Ricordando che tra dieci anni, sulla ribalta dei consumatori “forti” saliranno prepotentemente i ragazzi oggi della Generazione Z (ovvero quelli nati tra il 1995 e il 2010), “il trend importante già in atto sarà la sempre maggiore volontà di esprimersi”, racconta Nicola Giorgi, Senior advisor di Pwc Italia. “Lo vediamo in ambito digitale, ad esempio con il successo del metaverso, nel mondo fisico con il trucco e anche nella sfera etica. Questa è la generazione votata, ad esempio, al gender fluid e all’abbattimento di ogni barriera di genere. Non basterà quindi esser solo un marchio, ma servirà anche una ragione di esistere, un modo in cui un’azienda dovrà incidere nella società”. 

E alcune parole chiave saranno le più ricercate negli acquisti legati al benessere e alla bellezza. “Efficacia sarà il primo valore”, assicura il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona. “E non potrà essere disgiunto dal tema green, anche con qualche confusione a volte tra naturale e sostenibile, che non vanno sempre insieme”.

Cambierà, anzi, è già cambiato anche il modo in cui si acquista. “Fino a 10 anni fa si seguiva un processo lineare, entrando in un negozio”, aggiunge Giorgi. “Oggi si ordina on line guardando un influencer mentre si aspetta l’autobus e la sera il prodotto arriva a casa. Oppure, già adesso, il 50% dei consumatori generali entra in un negozio per provare un prodotto che conosce già tramite il web. Per il beauty – sottolinea – ci sarà però sempre bisogno del negozio, perché il profumo va sentito, così come la texture di una crema va toccata. Ma sarà sempre più importante trovare qualcuno preparato a rispondere alle domande”.

Nel 2030, si legge nel Rapporto di Cosmetica Italia, si consolideranno poi i canoni di bellezza pre-Covid, dal trucco invisibile alla bellezza naturale. Allentate le restrizioni per prevenire la diffusione del virus, l’attenzione tornerà sul trucco viso. Per le pelli irritate e sollecitate dai lunghi periodi con la mascherina, si porrà l’attenzione su texture delicate e funzionali. 

“Il claim ‘idratante’ sarà fondamentale e coprirà il 55% dei prodotti per il trucco, quando solo cinque anni fa non esisteva”. Già oggi il 14% della Generazione Zeta pone poi massima attenzione verso ingredienti sicuri e di derivazione naturale, E il 50% percepisce la bellezza attraverso l’igiene e la cura di sé. “Cercheranno prodotti a orientamento naturale”, conclude Positano, “beauty routine minimaliste” e senza più tutto il tempo del lockdown da dedicare alla cura di se’, “si tornerà prepotentemente ai cosmetici multifunzionali”.

Copyright © 2022 ANSA. All rights reserved.



Source link

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *