Innovazione

il giapponese Teijin Frontier svela un nuovo processo per il poliestere

Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



27 mag 2022

Lo scorso 24 maggio, il gruppo industriale tessile Teijin Frontier ha presentato una nuova tecnologia che consente di riciclare le fibre di poliestere colorate senza ridurne la qualità. Costituendo il 52% della produzione mondiale di fibre, l’offerta di poliestere è attualmente composta solo per il 15% da poliestere riciclato. Tra i freni all’incremento di questa percentuale si trova soprattutto la colorazione dei materiali da trasformare, elemento di disturbo che per il momento riduce la qualità delle fibre ricreate.

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È questa la sfida raccolta da Teijin Frontier attraverso l’adozione di un nuovo sistema di catalizzatori di depolimerizzazione (o BHET), che consente di scomporre e quindi ricomporre la materia, ma attraverso un processo notevolmente meno dispendioso in termini di acqua ed energia rispetto ai procedimenti più comunemente utilizzati.
 
Teijin Frontier intende fare di questo nuovo processo un’alternativa all’uso del dimetil tereftalato (DMT) e del glicole etilenico, che al momento attuale sono comunemente usati nell’industria per trasformare il poliestere usato in fibra riutilizzabile. Rispetto alla fusione dei prodotti in plastica, effettuata soprattutto per produrre bottiglie, l’uso del DMT offriva già un minor degrado della materia prima.

I catalizzatori BHET esistenti avevano già dimostrato la loro efficacia nel raffinare ulteriormente il processo, eliminando il ricorso al DMT tra le fasi di depolimerizzazione e ripolimerizzazione. Tuttavia, la qualità del poliestere prodotto era ancora limitata dalla presenza di materiali parassiti, come coloranti e fissatori. Trabocchetto che il nuovo catalizzatore di Teijin Frontier avrebbe ora risolto.

Il metodo BHET, che Teijin Frontier cerca di perfezionare, consente di evitare l’uso di dimetil tereftalati tra le fasi di decostruzione e ricostruzione dei polimeri – Teijin Frontier

Il gruppo giapponese annuncia che il processo sarà ora oggetto di un’installazione pilota, che sarà implementata nel suo sito industriale a Matsuyama, città situata nella zona sud-est dell’arcipelago. Il progetto viene realizzato nell’ambito dell’iniziativa ambientale “Think Eco” lanciata dal gruppo tessile, che si sta concentrando sulla transizione della sua produzione verso una gamma di materiali sostenibili.
 
Teijin Frontier ha registrato un fatturato di 6,83 miliardi di euro (926 miliardi di yen) nell’anno finanziario 2021, in crescita del 10,7% in un anno. L’azienda è specializzata nella vendita e nell’import-export di filati, tessuti, materiali tecnici e articoli di abbigliamento, ma fornisce anche fibre e tessuti alle industrie dell’arredamento, dell’automotive e dell’edilizia. Di fronte all’aumento del costo dei materiali, la struttura conta di registrare un fatturato di 7,4 miliardi di euro (1.000 miliardi di yen) nel 2022, che costituirebbe una crescita ridotta all’8%.

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