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Roy Roger’s festeggia in grande i suoi 70 anni

Versione italiana di

Laura Galbiati

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15 giu 2022

Le celebrazioni per i 70 anni di Roy Roger’s hanno chiuso in bellezza la prima giornata di Pitti Uomo con una cena e una festa nel magnifico salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. L’occasione per svelare il film realizzato dal famoso fotografo Bruce Weber. Il brand fiorentino di denim interamente made in Italy non poteva scegliere cornice migliore per celebrare la sua lunga storia.

La campagna per l’anniversario del brand di denim – Roy Roger’s

 
Sempre in occasione del salone fiorentino, che il giorno prima ha assegnato a Roy Roger’s il premio Pitti Uomo Immagine per questa edizione, il marchio ha presentato lo scorso gennaio la sua collezione anniversario. L’idea era quella di rivisitare una trentina di pezzi iconici della maison tratti dai suoi archivi a partire dagli anni ’50, e di farli arrivare sul mercato in questi giorni, in concomitanza con i festeggiamenti per il suo 70° anniversario.
 
La storia di Roy Roger’s risale al dopoguerra, quando Francesco Bacci tornò da New York con metri di tela blu acquistati dal principale produttore di denim dell’epoca, Cone Mills. Scoprendo le virtù e la resistenza di questo tessuto, crea nel 1952 con la moglie Giuliana il proprio marchio, dandogli il nome di un sarto californiano, Roy Roger’s.

Il successo non tarda ad arrivare e negli anni ’70 l’azienda di famiglia Manifatture 7 Bell (titolare di Roy Roger’s e della lable Amish Supplies acquisita nel 2020), basata ancora alle porte di Firenze, a Campi Bisenzio, produceva fino a 25.000 pezzi al giorno. Oggi è la terza generazione a guidare l’azienda, con il nipote Guido Biondi, Direttore Creativo, e il fratello Niccolò, Direttore Generale, mentre la loro madre, e figlia dei fondatori, Patrizia Biondi, ha assunto la carica di Presidente.
 
Nel corso dei decenni, il brand è riuscito a consolidare il proprio posizionamento made in Italy, in un segmento di fascia medio-alta, e ad ampliare la propria offerta verso un total look, con il denim che rappresenta il 50% delle vendite, seguito dalla maglieria.
 

Roy Roger’s ripropone il suo primo modello del 1952 – DR

Ma soprattutto, Roy Roger’s ha rafforzato la sua visibilità facendo appello a grandi nomi della fotografia e anche grazie a collaborazioni con, tra gli altri, Aspesi, Vilebrequin, Sebago, aumentando al contempo la sua presenza sui social network.
 
Da una decina d’anni la label ha cercato di espandersi all’estero, ma il suo primo sbocco è ancora in gran parte costituito dal mercato nazionale, con l’Italia che rappresenta il 90% delle sue vendite. Dal 2014 può contare su di un e-commerce in rapida crescita, che dal 2018 ha quadruplicato le vendite.
 
Roy Roger’s è distribuito anche attraverso quattro negozi di proprietà (Firenze, Forte dei Marmi, Bologna e Padova) e circa 900 rivenditori multimarca. Per il 2022 il fatturato è previsto intorno ai 25 milioni di euro, rispetto ai 20,5 milioni del 2021.

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