Sfilate

Family First, Joeone e Simon Cracker, tre debutti ben riusciti a Milano


Versione italiana di

Laura Galbiati

Pubblicato il



21 giu 2022

Anche se dai loro nomi non si direbbe, Joeone è un brand cinese, mentre Family First e Simon Cracker sono due marchi italiani. Tutti e tre hanno fatto il loro debutto sulle passerelle milanesi in occasione della Fashion Week Uomo, con posizionamenti e stili molto diversi, ma ognuno con un approccio interessante.

Joeone, primavera/estate 2023 – DR

 
Joeone non è una griffe sconosciuta, visto che ha già sfilato a Parigi lo scorso anno ed è presente da più di 30 anni sul mercato cinese. Appartiene all’omonimo colosso, fondato nel 1989, specialista in pantaloni da uomo. Ed è questo capo emblematico che ha aperto la sfilata lunedì, indossato a torso nudo da tredici modelli in altrettante varianti.
 
Ampio, slim, drappeggiato, ricco di dettagli (cuciture, intarsi, texture, ecc.) tono su tono, il pantalone è proposto in versione tecnica da hiking o ultra elegante in jacquard. O ancora, si scompone in shorts grazie a delle zip o viene indossato a vita bassa su boxer trompe l’oeil. “È il capo del guardaroba maschile più complicato da realizzare e allo stesso tempo è un pezzo determinante”, ci spiega Louis-Gabriel Nouchi, Direttore Artistico di Joeone da quattro stagioni. Lo stilista francese, che questa settimana sfilerà a Parigi con la propria label, è stato chiamato per rinnovare il brand di punta del gruppo Joeone, dallo stile urbano contemporaneo di qualità rivolto a 25-50enni.

Per la prossima estate, lo stilista ha lavorato sul savoir-faire cinese, come le stampe, i ricami e la seta, utilizzando solo tessuti locali. In particolare è partito dal famoso dipinto del XII secolo di Wang Ximeng, “Mille Li di fiumi e montagne”, con il suo paesaggio blu e verde tenue su sfondo dorato, che ha trasferito in bellissime stampe, mescolando registro sportivo e abbigliamento tradizionale cinese in un look tecno-chic di design e raffinato.
 
Joeone, che possiede altre tre label (Fun, Ziozit e Vigano), si è rivolto alla Maison Kitsuné nel 2019 per garantirne lo sviluppo in Cina, ma la partnership non si è concretizzata. Nel 2021 il gruppo ha realizzato un fatturato di 3.504 miliardi di Yuan (quasi 497 milioni di euro), in crescita del 14% rispetto al 2020. Ha 2.695 negozi, di cui oltre 2.000 a marchio Joeone, distribuiti in 31 province della Cina.
 

Family First, primavera/estate – DR

 
Questo weekend è stato anche l’occasione per scoprire due nuovi nomi italiani entrati con questa stagione nel calendario milanese. A cominciare da Family First, lanciato nel 2015, frutto dell’incontro tra lo street artist Giorgio Mallone (35), che ne è il Direttore Creativo, e il manager Alessandro Zanchi (37), che ne è il Presidente. Fondato a Milano come capsule di t-shirt e cappelli, il brand si è allargato a un prêt-à-porter contemporaneo per uomo, donna e bambino attorno al concetto di famiglia e condivisione, sviluppandosi in particolare negli Stati Uniti grazie ai giocatori di football americano Marshawn Lynch, Marcus Peters e Josh Johnson, che sono diventati suoi partner in questo mercato.
 
Per il suo debutto sulle passerelle, la maison ha scelto di sfilare in un liceo. L’attitudine è rilassata e mediterranea. I modelli indossano a torso nudo completi classici ma destrutturati, oltre a pigiami di seta o bermuda in maglia leggera traforata in una palette pastello. Il sartoriale lascia il posto a uno spirito più “college”, mentre la vena sportiva non è mai lontana, con i look da biker e gli scacchi delle bandiere delle corse automobilistiche declinati in numerosi capi. “Sono appassionato di arte e totalmente autodidatta, ho sempre amato il disegno e i graffiti. Siamo partiti con l’idea di realizzare un prodotto 100% italiano con un tocco americano”, riassume Giorgio Mallone.
 
“Ci stiamo posizionando nell’universo lusso con un entry price, con t-shirt che vanno da 69 a 120 euro e maglioni a 100-200 euro. Vogliamo entrare nelle migliori boutique del mondo. Per il momento siamo in 160 multimarca, le nostre vendite sono realizzate per il 50% in Italia, seguita da Stati Uniti, Germania, Europa e Asia, dove abbiamo debuttato di recente”, spiega Alessandro Zanchi. Con i suoi prodotti 100% made in Italy, facili e attraenti, e i suoi prezzi accessibili, Family First sta riscuotendo successo, con una crescita annua superiore al 100%. Il suo fatturato dovrebbe passare da 1,5 milioni di euro dello scorso anno a 2,5 milioni nel 2022.
  

Simon Cracker, primavera/estate 2023 – ph Luca Condorelli

È una moda decisamente più radicale quella proposta da Simon Cracker, il brand fondato nel 2010 da Simone Botte (37 anni), che fin dall’inizio ha puntato su un approccio di upcycling al 100%. Ispirato dal nonno pittore, dopo gli studi come disegnatore pubblicitario lo stilista originario di Cesena è entrato nel mondo della moda lavorando su grafiche e motivi dei tessuti per marchi come Prada, Iceberg e Moschino, prima di fondare la sua maison, il cui nome deriva dal verbo inglese “crack”, rompere, con l’idea di ridare vita a tutto ciò che è distrutto, danneggiato e che non serve più.
 
Vecchie lenzuola di lino o cotone, tende, tappezzerie, pezzi di paracadute, abiti usati, stock inutilizzati di fili di lana, cotone e seta. Tutto è destinato a essere riutilizzato in una collezione eccentrica che oscilla tra una vena neo-punk e uno spirito arty-infantile, dove lo stilista strappa per ricostruire e ricomporre dei look patchwork.
 
Nel corso degli anni, il marchio unisex, particolarmente apprezzato in Asia, è cresciuto insieme a una community di clienti fedeli e amici, la maggior parte dei quali figuravano nel cast della sfilata. Simone Botte vuole ora accelerare il suo sviluppo e spera di ottenere visibilità con la sua presenza alla Milano Fashion Week. In quest’ottica ha reclutato al suo fianco, come Brand Coordinator, Filippo Leone Maria Biraghi.

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