Moda

Valentino sfila a Trinità dei Monti, filo rosso che lega passato e futuro della maison


Valentino sfila sulla scalinata di Trinità dei Monti, luogo magico della città eterna, e il rimando a Donna sotto le stelle, il programma televisivo che per quasi vent’anni, dal 1986, ha portato la moda italiana nei tinelli di tutti, è automatico.

Ricordando il fondatore

In quello spettacolo, Valentino Garavani era gran protagonista. Pierpaolo Piccioli, l’attuale direttore creativo della maison, all’epoca guardava tutto da lontano, con l’entusiasmo dell’outsider. Quell’entusiasmo gli è rimasto. Ma gli è rimasta soprattutto, salutare, la prospettiva dell’outsider, ossia la capacità di mantenere uno sguardo personale, di non farsi inghiottire dai codici e dai protocolli. Per questo riesce a produrre una couture moderna: lo appassiona la maestria tecnica, mentre riscrive l’iconografia evitando i passatismo reazionari. «Con questa collezione ho voluto creare un dialogo immaginario con il signor Valentino, il fondatore, e scattare, per cosí dire, una nuova foto nello stesso posto, promuovendo la mia idea di bellezza, che è molto più aperta di quanto non fosse una volta. Volevo portare al centro ciò che un tempo era periferico, rendere protagonista chi era comparsa».

Passerella (insolitamente) inclusiva

Il disegno si traduce in un casting altamente non convenzionale per la couture: diversi tipi fisici, razze, età, anche se gli uomini sono tutti secchi e adolescenti; c’è un ragazzo con un lungo abito di chiffon, e modelle di colore che nulla hanno a che vedere con gli esotismi della vecchia couture. Piccioli continua a portare avanti un’agenda politica che consiste in dichiarazioni forti e narrazioni acute, ma che è anche difficile da tradurre in vestiti. La collezione, intitolata The Beginning, reca in questo seno labili tracce del colloquio, seppur ideale, con Valentino Garavani: il rosso, il glamour, e poco più (qui sotto, Naomi Campbell a spasso per Roma, proprio vestita di rosso Valentino).

Naomi Campbell

La forza del direttore creativo

Piuttosto, si presenta come una ricapitolazione dei segni distintivi di Piccioli, dai colori meravigliosamente vivaci al dramma secco ai volti argentati, con un nuovo accento sulla sensualità, su una carnalità tangibile invece che eterea. La scalinata di piazza di Spagna regala a tutto un tocco di magia emozionante: i colori vibrano, e la discesa finale sulle scale di Piccioli e maestranze riafferma la coralità del lavoro d’atelier, così importante e altrove così negletta.

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