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Giorgio Armani comprato da Mayhoola (Valentino)? Le voci riprendono corpo


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28 lug 2022

Varie fonti di stampa rilanciano un’indiscrezione che circola da tempo negli ambienti della moda e del lusso. Il Valentino Fashion Group, ovviamente spalleggiato dal suo ricco proprietario, il fondo del Qatar Mayhoola for Investments, avrebbe ricontattato Giorgio Armani per acquistarne il gruppo, tanto che le due società avrebbero avviato discussioni e trattative che si troverebbero in una fase embrionale, secondo quanto riporta la testata mediatica Axios, che a sua volta fa riferimento al sito di notizie e analisi finanziarie Mergermarket, il quale cita tre fonti che hanno conoscenza diretta della situazione.

Giorgio Armani – Primavera-Estate 2023 – Menswear – Milano – © PixelFormula

La fusione delle due case di moda getterebbe dunque le basi per la costituzione di un colosso del lusso in grado di rivaleggiare direttamente con i vari LVMH, Kering, Richemont o Capri Holdings.
 
Giorgio Armani ha registrato un fatturato, comprendendovi sia i ricavi diretti che quelli indiretti (rappresentati dalle vendite di prodotti a marchio Armani realizzate direttamente dal gruppo e da terzi licenziatari), di oltre 6 miliardi di euro nel 2021, con 250 milioni di euro di EBITDA. Un margine operativo lordo che è però sceso rispetto ai 450 milioni di euro dell’anno precedente. Sempre secondo Mergermarket, Armani potrebbe essere valutato attorno ai 5 miliardi di euro.

Valentino andrebbe quindi ad acquistare un marchio molto più grande, in quanto ha chiuso l’esercizio 2021 a 1,23 miliardi di euro di giro d’affari. Ma sappiamo che la firma romana è sostenuta alle spalle dal potente veicolo d’investimento della famiglia reale del Qatar Mayhoola, che fra l’altro possiede anche la griffe francese Balmain (e la Forall Confezioni che produce il brand Pal Zileri). Il tutto in un mercato globale dell’abbigliamento di lusso che pare non risentire degli aumenti inflattivi globali, visto che nel 2020 è stato valutato 109 miliardi di dollari, che nel 2021 è cresciuto di circa il 24% e che per GlobalData raggiungerà i 149 miliardi di dollari di volumi nel 2022, ricorda Axios. I ricchi e gli aspiranti tali stanno dunque continuando a spendere per concedersi beni di lusso.
 
Ricordiamo che l’anno scorso, ad aprile, Giorgio Armani (che senza timore di smentita si può definire il più influente stilista italiano degli ultimi 50 anni) aveva dichiarato alla rivista statunitense Vogue che sebbene la sua azienda non stia “rallentando”, ha anche riconosciuto che avrebbe avuto bisogno di non restare indipendente e che si poteva “pensare a una liaison con un’altra importante azienda italiana”, aprendo per la prima volta le porte ad un possibile partner commerciale, aggiungendo inoltre che la crisi del Covid-19 “ci ha fatto aprire un po’ gli occhi”. Armani avrebbe anche declinato, sempre nel 2021, la proposta di John Elkann di costruire un impero del lusso con la holding Exor della famiglia Agnelli usata come possibile veicolo d’investimento.

Valentino – Autunno-Inverno 2022/23 – Alta Moda – Roma – © PixelFormula

Nel panorama delle Mergers & Acquisitions nei comparti di moda e lusso si stanno concretizzando al momento movimenti di taglia media, dopo l’acquisto della maggioranza di Karl Lagerfeld per 210 milioni di dollari da parte del gruppo G-III Apparel e con processi in atto che stanno esplorando la possibile vendita di marchi di livello medio-alto come il danese Ganni, di cui il fondo L Catterton sarebbe pronto a vendere la maggioranza valutando l’azienda tra 500 e 700 milioni di dollari, oppure il francese Isabel Marant, per il quale il fondo di investimento Montefiore, che ne detiene il 51% delle quote dal 2016, avrebbe affidato a JPMorgan Chase & Co. il mandato di trovare un acquirente.
 
Un accordo come quello dell’acquisto del gruppo Armani da parte di Mayhoola – sia che venga effettuato indirettamente tramite Valentino, o direttamente dal fondo d’investimento per affiancarlo all’altra casa di moda italiana – potrebbe rapidamente aumentare in modo sostanziale il volume delle fusioni e acquisizioni nel comparto del lusso, scatenando un effetto a catena, sempre secondo il sito Axios, secondo il quale attualmente anche marchi come Tom Ford o Gieves & Hawkes starebbero valutando l’opzione della vendita.

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Articolo preso da Fashio Network Italia

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