Innovazione

Inditex si unisce al consorzio di riciclo delle materie plastiche Whitecycle

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Laura Galbiati

Pubblicato il



26 ago 2022

Sedici entità europee, sia pubbliche che private, si stanno riunendo in un nuovo consorzio, Whitecycle, che mira a coordinare e sviluppare il riciclo di plastiche complesse a base tessile. Un’iniziativa a cui partecipano, tra gli altri, il colosso spagnolo dell’abbigliamento Inditex, lo specialista del riciclo biologico Carbios e il gruppo francese Michelin.

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Annunciata il 9 agosto, questa nuova organizzazione punta in particolare al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030 in materia di emissioni di CO². Il consorzio stima che entro la fine del decennio l’adozione di soluzioni circolari consentirà di riciclare più di due milioni di tonnellate di PET (rifiuti complessi contenenti materiale tessile) ogni anno e di ridurre di due milioni di tonnellate le emissioni locali di CO².
 
“I PET provenienti da pneumatici fuori uso, tubi e indumenti multistrato sono attualmente difficili da riciclare, ma questo potrebbe presto cambiare grazie ai risultati del progetto”, si legge nella dichiarazione congiunta. “Le materie prime provenienti dalla lavorazione dei rifiuti di PET potrebbero essere reintegrate nella creazione di prodotti ad alte prestazioni, attraverso una catena del valore circolare e praticabile”.

Il consorzio ha un budget complessivo di 9,6 milioni di euro, con un finanziamento europeo vicino ai 7,1 milioni di euro. La società Michelin avrà il compito di coordinare le operazioni e il gruppo opererà da cinque Paesi: Francia, Spagna, Germania, Norvegia e Turchia.
 
Oltre a Inditex e Carbios, il consorzio conta tra i partner industriali Michelin, Mandals e Kordsa, gli specialisti nella gestione dei rifiuti Synergies LC ed Estato, il sistema di monitoraggio dello smistamento Iris e lo specialista nell’analisi del ciclo di vita dei prodotti Ipoint. A loro si aggiungono cinque università (HVL, PPRIME, Università di Poitiers/CNRS, DITF, IFTH ed Erasme), il polo di competitività di Axelera e la società di consulenza per la gestione dei progetti Dynergie.
 
Sono attualmente citate quattro aree di innovazione: lo sviluppo di una tecnologia di smaltimento in grado di consolidare flussi, pretrattamenti e processi enzimatici per la decomposizione sostenibile dei materiali, la formazione di plastica simile a quella nuova tramite ripolimerizzazione di monometri riciclati e infine strumenti per la produzione e la verifica dei prodotti di nuova creazione.
 
Il riciclo dei materiali è diventato uno dei principali campi di indagine per l’industria tessile europea, che sogna di trovare finalmente un importante giacimento di materiali locali da sfruttare. La confederazione europea Euratex ha annunciato in primavera la prima fase del suo progetto per gli hub europei del riciclo tessile, Rehub.

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