Industria

in Italia è boom di creme antietà


Di

Ansa

Pubblicato il



29 ago 2022

Creme, maschere e gel antirughe, contro le borse sotto gli occhi o le macchie dell’età sono tra i prodotti preferiti nei carrelli della spesa degli italiani nell’ultimo anno. Sono infatti la categoria tra le più vendute e sono anche quella che sta subendo un veloce processo di ‘democratizzazione’ verso prezzi più bassi e qualità elevata.

È boom di creme antiage – Ansa

Segnalano il boom della ‘democratizzazione’ dello skincare, a livello nazionale ed europeo, gli analisti che hanno partecipato alla presentazione del 54/o rapporto annuale a cura del Centro Studi di Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche. Se in piena pandemia i belletti più usati erano quelli per disinfettare le mani (ora in caduta libera con un calo di circa il 33 % in meno delle vendite nella grande distribuzione), levando le mascherine abbiamo visto quanto siamo invecchiati, e quanto invecchieremo.

“Sulla base del cambiamento demografico in corso si possono predire le scelte per i consumi beauty nella distribuzione di largo consumo”, ha detto Alessandra Coletta, analista NielsenIQ. “Stiamo invecchiando nonostante l’arrivo di famiglie più giovani provenienti da altri Paesi, come ad esempio dall’Ucraina. Ad oggi in Italia il picco massimo del livello medio dell’età è tra i 46 e i 56 anni, circa dieci punti in più ad esempio rispetto alla popolazione inglese, e nei prossimi dieci anni il cambiamento sarà ancora più evidente con un picco che si sposterà a 56-70anni, questo significa che le industrie beauty si dedicheranno sempre di più alle famiglie più vecchie e meno verso quelle con bambini”. 

“Nonostante le fragranze stiano trainando i fatturati in termini di valori in tutti i paesi europei, si tratta di un effetto legato a diversi elementi, in primis l’aumento dei prezzi. La vera rivelazione dell’anno sono invece i prodotti dello skincare che, in termini di volumi, sono la categoria più dinamica che cresce in termini di pezzi venduti con nuove marche e un posizionamento più democratico”, ha precisato Sylvie Cagnoni, di Ndp. “La cura della pelle è al centro delle nostre attenzioni e trova risposte soprattutto sui social. TikTok, Instagram e Youtube sono le piattaforme più battute da influencer e celebrities per spiegare i vantaggi dei loro nuovi brand ‘democratici’”.

La democratizzazione dello skincare si vede anche in profumeria, trainata da nuovi brand, emergenti, innovativi e spesso ideati dalle celebreties che hanno invaso il mercato. Questo significa prezzi più bassi ma creme originali, ben formulate ed efficaci che si affiancano ai sieri di brand iconici riconosciuti in tutto il mondo (e dai prezzi molto più alti). I nuovi brand specializzati in skincare stanno sfidando i marchi più rinomati puntando all’aspetto clinico, ovvero all’uso di ingredienti testati, con una solida base scientifica e clinica, frutto di tecnologia, ricerca. 

“L’ingrediente è la componente fondamentale dei prodotti, così come la componente scientifica. Poi ci sono i prodotti ideati per pelli sensibili, per la difesa della pelle in città inquinate, contro le aggressioni climatiche. I nuovi sieri si fondono anche col make-up con la nascita di prodotti ad effetto ‘glow’, ibridi tra trattamento e trucco, che scalzano i classici fondotinta”. 

I prodotti dedicati allo skincare pesano oltre il 17% dei consumi di cosmetici degli italiani, rappresentando la principale famiglia con 1.510 milioni di euro ed una forte crescita dei consumi del 9,3%. Lo skincare venduto in profumeria è cresciuto del 20% nel 2021, e quello in farmacia del 4,6%. I prodotti per il contorno occhi registrano un +15,4%, quelli per pelle impura del 14,2%, gli schiarenti dell’11,9%, maschere e esfolianti viso dell’11,2% , detergenti e struccanti del 10,1%. Le creme antirughe segnano un +9%.

Copyright © 2022 ANSA. All rights reserved.



Source link

Articoli correlati