Industria

Oeko-tex annuncia 36.000 certificati ed etichette concessi in un anno


Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



30 ago 2022

L’associazione internazionale per la certificazione dei materiali, dei siti produttivi e dei processi di trasformazione Oeko-tex annuncia un aumento del 14% di certificati ed etichette concessi nell’esercizio chiuso a fine giugno. Dopo aver implementato un inedito calcolatore di impatto lo scorso gennaio, l’organizzazione si prepara a lanciare un nuovo standard, questa volta orientato al rispetto dell’obbligo di vigilanza da parte dei committenti.

Oeko-tex

Oeko-tex opera attualmente attraverso 17 istituti di prova, coprendo circa 70 Paesi di produzione. Sono 176 i revisori che attualmente lavorano per Oeko-tex. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 6.916 audit nell’ambito dello Standard 100 o del Leather Standard, la cui declinazione “Made in Green” è stata implementata all’inizio del 2020. L’organismo indica anche che 11.091 campioni sono stati prelevati in negozio o durante delle visite in fabbrica. Nell’89% dei casi, le analisi hanno confermato che i materiali soddisfano le specifiche delle certificazioni rivendicate.

Delle 36.084 certificazioni ed etichette rilasciate, 27.428 (+11%) corrispondono allo Standard 100 di Oeko-tex, che garantisce l’assenza di prodotti nocivi in ​​un articolo. Made in Green di Oeko-tex conta 7.198 certificazioni (+23%). L’ultimo Leather Standard ha registrato 87 certificazioni nell’anno (+28%). La crescita più forte riguarda Step by Oeko-tex, marchio concesso a 356 siti produttivi responsabili (+46%). L’etichetta Eco Passport by Oeko-tex, dedicata alle trasformazioni chimiche e ai coloranti, è stata assegnata a 1.015 strutture (+21%).

Istruttiva è anche la geografia delle 36.084 certificazioni ed etichette accordate quest’anno. Circa il 58% del totale riguarda prodotti o siti di produzione asiatici, rispetto al 27% dei loro omologhi dell’Europa occidentale. Gli standard Oeko-tex sono andati anche a 3.026 strutture o produzioni in Medio Oriente, e in numero minore in Europa Orientale (984), Nord America (663), Africa (279), Centro e Sud America (215) e Oceania/Australia (27).

“Nel marzo 2022 abbiamo condotto una consultazione pubblica con le parti interessate”, afferma Georg Dieners, sottolineando che Oeko-tex continua ad evolversi a 30 anni dal suo lancio. “Le informazioni dettagliate che abbiamo raccolto sono ora integrate nei nostri standard e nei processi di elaborazione delle nostre norme e servizi. Anche il nostro comitato consultivo internazionale si riunisce ogni anno. Quest’ultimo fornisce input ai gruppi di lavoro e stimola il miglioramento dei nostri standard”.
 
È soprattutto in questo contesto che Oeko-Tex indica come il prossimo autunno verrà lanciata una certificazione per aiutare le aziende a rispettare le prossime leggi sul dovere di vigilanza (due diligence, ndr). Chiamato “Responsible Business by Oeko-Tex”, il sistema deve soddisfare le crescenti aspettative in termini di precauzioni adottate dalle aziende per quanto riguarda la loro catena di approvvigionamento. Questo nuovo standard si baserà sulla guida dell’UE, nonché su iniziative nazionali. E in particolare sui testi tedeschi che entreranno in vigore nel 2023.

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