Moda

Riciclo, usato, edifici in legno: così anche i department store vogliono diventare più sostenibili


La ricerca del più avanzato livello di sostenibilità è come un cantiere, in perenne movimento: ecco perché a neppure due anni dalla sua inaugurazione, a settembre sarà svelato il rinnovato piano dedicato alla moda sostenibile di Green Pea , il retail park torinese dedicato alle produzioni etiche, creatura di Oscar Farinetti, già fondatore di Eataly.

Green Pea a Torino

Un progetto ambizioso, uno spazio di 15mila metri quadri su cinque piani dove «i prodotti sono creati in armonia con la Terra, l’Aria, l’Acqua e le Persone», come si legge nel sito (che se non viene consultato per pochi minuti pone lo schermo in modalità risparmio energetico), e che nella sua sezione dedicata alla moda offre – prima del restyling – 32 negozi, con marchi come Brunello Cucinelli e Zegna, Timberland e Patagonia, ma anche Xacus, Regenesi, Ecoalf e realtà di nicchia come le cravatte di Fumagalli Milano e la lingerie di Oscalito: tutti sono accomunati da un’attenzione profonda alla sostenibilità, che passa da materiali naturali, etici come la lana da filiera controllata, cotone biologico, ma anche riciclati, da pneumatici, reti da pesca, botti di vino e bottiglie di plastica.

Green Pea, il capofila

Ogni capo venduto in Green Pea porta impresso, cucito, applicato, in modo molto discreto, un piccolo pisello verde, come marchio di garanzia di eticità, e nel ricco programma del retail park il 23 settembre è previsto un incontro sulla moda sostenibile, con Dario Casalini, Matteo Ward e Marina Spadafora. Insomma, Green Pea non è al momento solo il department store più sostenibile del pianeta, ma sta facendo da apripista per il futuro “green” dei colleghi di tutto il mondo.

La sostenibilità “invade” i negozi di Parigi

Sulla spinta di una sensibilità sempre più spiccata nei consumatori, anche nei grandi spazi dedicati allo shopping la ricerca di sostenibilità è sempre più intensa e presente in varie forme, e a Parigi, culla dei department store contemporanei, impegna già un po’ tutti: nel suo edificio di Boulevard Haussman, Galeries Lafayette ha inaugurato uno spazio permanente di 500 metri quadri dedicato alla vendita di articoli di seconda mano che si chiama Le(Re)Store; anche Printemps ha un nuovo spazio dedicato alla circolarità, 7eCiel, 1.300 metri quadri con resell e marchi eco-friendly, e da Bon Marché Rive Gauche c’è l’angolo Maison Vintage, dedicato all’arredo, che arricchisce la sua offerta di abbigliamento e accessori usati e il servizio di riciclo del denim già avviato con successo. E in La Samaritaine, che ha riaperto un anno fa, parte dell’investimento di Lvmh (750 milioni di euro) è stato destinato a migliorare gli standard di sostenibilità dello storico edificio, che oggi vanta varie certificazioni come il livello Leed Gold e Breeam Excellent.

Lo spazio 7eCiel da Printemps a Parigi

L’esperienza di Berlino, la (piccola) novità di Londra

A Berlino, invece, alla fine del 2020 lo storico department store Karstadt aveva inaugurato B-Wa(h)renhaus (che in tedesco crea un gioco di parole, poiché unisce il termine department store a quello di luogo per preservare, conservare), uno spazio di 650 metri quadri totalmente dedicato all’usato, chiuso a causa delle restrizioni per contenere la pandemia ma che si spera di riaprire al più presto (alla sua inaugurazione aveva presenziato anche il ministro dell’Ambiente).

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