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Inditex resiste all’inflazione nonostante la moderata crescita delle vendite nel 2° trimestre


Di

EFE

Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



31 ago 2022

I risultati di Inditex continuano ad avvicinarsi a quelli di prima della pandemia, nonostante un contesto macroeconomico sfavorevole e un’inflazione “forte e duratura”, secondo le previsioni pubblicate da vari specialisti per la fine del secondo trimestre fiscale (maggio-luglio).

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Il gruppo spagnolo di abbigliamento, presieduto da qualche mese da Marta Ortega, resiste senza troppe sorprese agli aumenti selettivi dei prezzi e all’incremento delle spese energetiche e del costo delle materie prime. Gli esperti di Renta4banco prevedono tuttavia una crescita delle vendite più moderata per Inditex, pari a un +9,7% rispetto al secondo trimestre del 2021.

Secondo le loro proiezioni, le vendite del gruppo dovrebbero aumentare dell’11% rispetto al secondo trimestre del 2019. I dati ufficiali dovrebbero essere resi noti il ​​14 settembre e beneficeranno dell’ottimo avvio osservato tra l’inizio di maggio e l’inizio di giugno, periodo in cui si è avuta una crescita del 17% anno su anno.

L’azienda afferma che le sue collezioni Primavera-Estate sono state accolte molto bene dai consumatori e sottolinea che le proprie vendite hanno sperimentato un incremento del 13% nelle ultime due settimane di maggio rispetto allo stesso periodo del 2021.

Gli analisti di Inversion.es ricordano che l’ultima presentazione dei risultati di Inditex riferiva un aumento del 57% del capitale circolante “grazie a prestazioni eccellenti, con scorte di qualità in aumento del 27%, che consentono di compensare possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento”.
 
Per questo trimestre e per il prossimo anche la liquidità netta è incoraggiante: è cresciuta del 28% tra febbraio e aprile, a 9,189 miliardi di euro.

Tale situazione finanziaria “permetterà di garantire una stabilità sufficiente [al gruppo] per proseguire nei [suoi] progetti di sviluppo nei prossimi trimestri”, aggiunge il report di Inversion.es.
 
Gli specialisti di Bankinter si aspettano anche un miglioramento della valutazione di Inditex sui mercati grazie alla ripresa del turismo e delle attività sociali, due fenomeni che si legano al consumo di articoli di moda.

Questi aggiungono che la prospettiva di un allentamento delle restrizioni legate al Covid in Cina dovrebbe essere accompagnata da “un aumento di valore nel breve termine”.

Tuttavia, gli analisti sottolineano che i risultati del secondo trimestre saranno i primi pubblicati dal gruppo iberico di abbigliamento senza il contributo dei mercati russo e ucraino.

Nel primo trimestre del 2022, Inditex ha registrato un forte aumento dell’utile netto: +80% anno su anno, a 760 milioni di euro, nonostante un accantonamento di 216 milioni di euro che dovrebbe compensare le spese aggiuntive causate dalla guerra in Ucraina in tutto l’esercizio finanziario 2022.

Senza tale accantonamento, l’utile avrebbe raggiunto i 940 milioni di euro.

Considerando tutti i marchi messi insieme, le vendite del gruppo spagnolo, che possiede etichette come Zara, Massimo Dutti e Pull&Bear, si sono attestate a 6,742 miliardi di euro alla fine del primo trimestre del 2022, ovvero il 36% in più rispetto allo stesso periodo del 2021.

Articolo preso da Fashio Network Italia

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