Sfilate

A New York il matrimonio d’estate di Chiara Boni


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Ansa

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15 set 2022

Dopo due anni e mezzo di Covid in tutto il mondo ci si sposa di nuovo e Chiara Boni ha invitato i suoi ospiti a un matrimonio d’estate: siamo nel cuore di Manhattan ma potremmo essere nella Firenze della stilista, in una chiesetta sulle colline del Chianti, o in un giardino della Val d’Orcia dove la serie Succession, che domenica ha spopolato agli Emmy, ha portato la famiglia del tycoon Logan Roy per la sua ultima stagione. Dodici spose in bianco, il velo in capo o un semplice ‘fascinator’, hanno chiuso la sfilata SS 2023 nella gallery degli Spring Studios, precedute dalle invitate in abiti romantici che celebrano la femminilità. Un ricco parterre di ospiti tra cui Paola Torrente, Carole Radziwill, Serena Kerrigan, Melissa Gorga, Sara Gore e Sydney Sadick ha sostenuto la stilista fiorentina di base a Milano nel suo ritorno a New York.

Un’atmosfera di festa, aiutata dalla colonna sonora composta da Thomas Constantin mixando marce nuziali classiche e la voce suadente di Anita Ekberg con la parola ‘amore’ fino alla disco music, ha accompagnato la passerella della nuova linea caratterizzata da colori che vanno dalle tenui tonalità del bianco, ai colori sorbetto tra cui tuberosa e lavanda, fino a tocchi di turchese e di nero mentre le stampe floreali si intrecciano tra loro creando degli effetti caleidoscopici.

Tra fiori romantici, lurex e ricami di paillettes il mood festoso ed elegante è esaltato dagli accessori: guanti chic di Sermoneta e grandi cappelli sofisticati che attirano l’attenzione. La sfilata si è chiusa con l’arrivo delle spose: le ‘smart brides’ della designer fiorentina hanno percorso la navata in lungo o corto o tailleur pantaloni, abiti candidi che esaltano la figura con un tocco consapevole di sexy.

Presenza fissa a New York prima del Covid, in gennaio la Boni aveva presentato le proprie creazioni allo storico Caffè Paszkowski tornando a sfilare a Firenze per la prima volta dal 2015. “Il ritorno nella Grande Mela ci è sembrato naturale dopo questi anni di pandemia. Il mercato americano mi stimola a nuove sfide”, ha spiegato la stilista evocando “il rapporto da sempre privilegiato con le clienti americane”.

Prima del Covid Chiara Boni generava tra il 75% e l’85% del suo fatturato negli Stati Uniti (gli altri mercati sono in Europa, Russia e Medioriente) dove le sue creazioni sono distribuite nei department stores da Chicago alle Hawaii. E anche durante la pandemia c’e’ stata tanta Boni in vista sugli schermi tv: gli abiti della maison descritti dal Washington Post come “efficientemente femminili e abbondantemente portabili” erano onnipresenti nel guardaroba di anchor come Oprah Winfrey e tante vip dell’amministrazione Trump.

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