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Khrisjoy esplode sul mercato dei piumini d’alta gamma


Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



20 set 2022

In cinque anni Khrisjoy si è affermata sul mercato molto competitivo dei piumini posizionandosi nel segmento urban-fashion di fascia altissima con un monoprodotto venduto tra i 1.000 e i 2.000 euro. Ora sostenuto da un fondo, il brand totalmente Made in Italy ingrana la marcia superiore con il lancio delle linee uomo e bambino e la ripresa in gestione diretta della propria distribuzione.

Il brand italiano ha fotografato la sua nuova campagna a Parigi – Khrisjoy

Questa bella storia inizia per gioco, quando Marzia Bellotti, che fino ad allora aveva lavorato nell’editoria, in particolare come stylist di moda, e nella gestione del retail, concepisce un piumino fresco e allegro, dai colori vivaci, che può essere indossato di giorno come di notte. Crea una trentina di modelli, che propone alla selezionatissima boutique milanese Antonia, di cui conosce bene i fondatori e titolari Antonia Giacinti e Maurizio Purificato. In pieno mese di luglio riesce a vendere le sue giacche in cinque giorni! Nel frattempo lancia il suo marchio insieme a Maurizio Purificato, che ne diventa il direttore generale, mentre lei ne supervisiona lo stile.
 
“Dopo questo test straordinario, abbiamo affidato la distribuzione allo showroom Riccardo Grassi. Dalla prima stagione ha totalizzato 80 clienti multimarca. Oggi contiamo 300 top boutique nel mondo, di cui 70 in Italia, il nostro primo mercato. Khrisjoy ha un potenziale incredibile”, afferma con entusiasmo l’imprenditore. Per sostenere questa espansione, la start-up apre il suo capitale nel 2021 a un investitore, Alsara Investment Group, family office dell’imprenditore egiziano Rachid Mohamed Rachid, che ne acquisisce la maggioranza: il resto delle azioni è detenuto in egual modo dai due fondatori dell’etichetta. L’uomo, che è anche l’amministratore delegato del fondo di investimento qatarino Mayhoola, proprietario tra gli altri dei marchi Balmain e Valentino, di cui è presidente, ha investito negli ultimi anni, tramite la sua piattaforma Bidayat, in altri brand di nicchia di fascia alta, come il produttore di occhiali Akoni, il gioielliere Adorisa e il marchio egiziano di accessori Okhtein.

A Khrisjoy, Rachid apporta principalmente le risorse necessarie per rafforzare la struttura e l’organizzazione. La gestione è stata così rafforzata con un direttore finanziario, un direttore marketing e un responsabile dell’e-commerce. Il marchio ha lanciato il proprio sito commerciale appena due settimane fa. Inoltre, sta ampliando il team di vendita. Con la Primavera-Estate 2023 internalizza la propria distribuzione e ha appena aperto uno showroom di 1.000 mq nel quartiere di Brera, nel cuore di Milano.

L’azienda, che impiega 20 persone, ha anche rafforzato il proprio studio stilistico assumendo Fabio Del Bianco, Senior Designer specializzato nel menswear, che ha lavorato soprattutto per Dsquared2 e Moncler, per curare la nuova linea uomo lanciata di recente. “Con la donna abbiamo raggiunto la giusta massa critica. Adesso vogliamo puntare sull’uomo e il bambino, che da un anno sono in fase di test. Per quest’ultima linea firmeremo un contratto di licenza con un grande specialista italiano della moda bambino”, afferma Maurizio Purificato.

“Khris”, il modello icona della label – Khrisjoy

Fin dall’inizio, Khrisjoy, che attualmente sta testando le piume riciclate, è stato prodotto in Italia, nella regione di Vicenza. E continuerà ad esserlo, nonostante l’aumento dei costi e l’attuale congiuntura economica, assicura il dirigente. Così come proseguirà a scommettere sul piumino, e in particolare sul suo bestseller “Khris”, venduto a 1.500 euro, che pesa per il 30% sul totale delle vendite. Riconoscibile per la forma svasata oversize e le maniche chiuse con zip fino al gomito, questo piumino si caratterizza per vari elementi distintivi, come il formato cocoon, le coulisse larghe e visibili su cui è inciso il nome del brand e le zip giganti in metallo. È disponibile in tutti i tipi di materiali e varianti possibili (tweed, pelle, organza, piume, paillette, ecc.).

“Il giubbotto in piuma d’oca non è mai stato molto sexy, ma dal lancio di Moncler Genius e di alcuni modelli di Balenciaga sta sperimentando una vera e propria esplosione. Non è più considerato un capo utilitaristico, ma sta diventando sempre più un capo trendy, un po’ come è successo con le sneakers”, analizza Maurizio Purificato.
 
“Vogliamo rimanere specializzati in questo prodotto e continuare con i nostri modelli emblematici. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare su questa silhouette e rafforzare la nostra presenza nei negozi”. Certamente, come sottolinea, “il monoprodotto bisogna saperlo fare evolvere”. Così, per ampliare l’offerta, Khrisjoy giocherà soprattutto con i diversi pesi dei suoi piumini, e inserirà la categoria della maglieria, in uno spirito sweater e capospalla.
 
Nell’agenda del brand ci sono anche le collaborazioni. Dopo le recenti co-lab con Bape e poi con Kenzo, i prossimi progetti saranno “con marchi di montagna più tecnici, per acquisire più competenze”, spiega l’AD, che non desidera rivelare il fatturato del brand, lasciando solo trasparire che ammonta a “decine di milioni di euro, con una crescita annua in doppia cifra”.

Un modello per l’Autunno-Inverno 2022/23 – Khrisjoy

Attualmente il mercato più importante è l’Europa in generale, con la Germania in testa, mentre in Francia l’etichetta è distribuita da Modes e dalle Galeries Lafayette. Nel grande magazzino installerà un pop-up il prossimo novembre all’indirizzo degli Champs Elysées. Strategica anche l’Asia, con la Cina in testa, dove Khrisjoy viene distribuito dalla società di Hong Kong I.T e dal gruppo Joyce, mentre è in discussione per stringere partnership con dei distributori in Cina e in particolare in Corea del Sud, mercato chiave per questo tipo di prodotto.

Infine, il Nord America, in particolare il Canada, sta diventando un mercato molto interessante. “Questo inverno, insieme alle Galeries Lafayette e alla Rinascente di Milano, apriremo anche uno spazio temporaneo all’interno dei department store canadesi Holt Renfrew. Stiamo pensando a una formula di durata semestrale. La visibilità data da questi pop-up nei grandi magazzini è incredibile. L’idea è quella di aprire, in una fase successiva, dei corner, e in alcuni Paesi strategici, come la Corea del Sud, vari negozi insieme a dei partner”, conclude.

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Articolo preso da Fashio Network Italia

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