Industria

“Il settore rialza la testa, ma servono più giovani”


Di

Adnkronos

Pubblicato il



20 set 2022

Il calzaturiero italiano è in rimonta e al Micam continua la sua corsa, dopo la crescita nel fatturato registrata nel primo semestre dell’anno, a +14,5%. Con oltre 1.000 brand esposti, la più grande vetrina internazionale sulla calzatura si conferma l’appuntamento leader per il comparto. Un settore che continua nella sua ripresa inseguendo l’obiettivo di raggiungere i livelli di fatturato pre-Covid. “I segnali che stiamo avendo in queste ore sono molto incoraggianti”, spiega all’Adnkronos Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e di Micam. “La gente ha voglia di uscire di casa e si vede dal numero di stranieri presenti in fiera. L’incoming è molto più importante rispetto alle altre stagioni, dopo due anni di Covid e nonostante le incertezze legate alla guerra. Sono tornati i buyer e lavoriamo per portarne ancora di più”.

Giovanna Ceolini – @micam

Il settore del calzaturiero, sottolinea Ceolini, “ha rialzato la testa anche se tante aziende hanno chiuso. Ci sono mercati, come Francia e Germania, che hanno registrato +23% in valore e gli Stati Uniti, che grazie al cambio favorevole, hanno segnato +65%”. All’orizzonte restano però delle incertezze legate allo scenario macroeconomico. “Noi non siamo energivori”, evidenzia Ceolini, “ma il caro energia tocca tantissimo la filiera, con alcune concerie che hanno raggiunto punte di rincari del 700%. Inoltre, la carenza di materie prime non aiuta e abbiamo problemi nel trovare persone specializzate, si ricerca personale a tutti i livelli”.

A mancare nel comparto, lamenta la numero uno di Assocalzaturifici, sono soprattutto i giovani. “Quello del cambio generazionale è un problema”, dice Ceolini, “devono aiutarci le scuole, gli Its, a invogliare i ragazzi e noi per primi dobbiamo attrarli. Con il digitale abbiamo raggiunto un buon livello per favorire l’avvento di giovani in azienda, anche con tecnologie più adatte alla loro età. Anche a livello di sviluppo e modelleria ci sono tanti lavori adatti alla tecnologia e al digitale, per ragazzi che hanno voglia di lavorare all’interno ma bisogna attirarli”.

Il lavoro manuale, chiosa Ceolini, “è visto come un lavoro sporco dai genitori di questi ragazzi ma non è così”. Vedere come una pelle viene realizzata e poi veder nascere una scarpa, con tutto il suo percorso, è qualcosa di “unico”. “I ragazzi se ne innamorano e hanno voglia di lavorare manualmente”, assicura Celoni, “ma sono i loro genitori a frenarli”. Quindi lancia un appello: “Servono tanti giovani”.



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