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Da Cantiano la sfilata inclusiva di Yezael


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Ansa

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20 set 2022

È stata ultimata quest’estate a Cantiano, il Paese natale dello stilista, flagellato dall’alluvione pochi giorni fa, la collezione Yezael per la prossima estate di Angelo Cruciani, andata in scena al Mercato Centrale di Milano nella sfilata che si candida come la più inclusiva della fashion week. Inclusiva a partire dal cast, con 36 persone vere selezionate con due giorni di casting, lo scorso luglio, mischiate in passerella con i modelli senza distinguo di sorta.

Yezael – Ansa

“La cosa più difficile”, racconta Cruciani, che è anche artista e art director del Pride Milano, “è stata convincerli che erano belli così com’erano, perché non si sentivano all’altezza, e non è giusto”. Se nel mondo della moda “tutti parlano di inclusività e poi la risolvono facendo sfilare una modella nera e una curvy”, Angelo invece ha fatto una scelta radicale: “un casting aperto a tutti, pubblicizzato ovunque”, da cui sono state selezionate 36 persone, dai 14 mesi agli 80 anni, dalla mamma che vuole dimostrare che la maternità non è la fine della femminilità al presentatore tv che non crede che la terza età sia per forza quella della pensione. Insieme a loro ragazze con l’acne, ragazzi con la pancetta, uomini bassi e trans, le categorie solitamente escluse dalle luci di un fashion show, per una volta portate alla ribalta.

Yezael – Ansa

“Potendo avrei fatto una sfilata con 400 persone” chiosa Angelo, per il quale “è importante tornare a innamorarsi dell’umanità”. Lui lo ha fatto portando in passerella “quelli che si sentono esclusi”, i suoi ‘contemporary angels’ grazie ai quali tutti possano pensare “se ce l’ha fatta lui ce la posso fare anche io”. E la sua moda, fatta a mano, parla proprio di questo: di una comunità piccola, quella di Cantiano, che si ritrova con un amico, reso celebre anche da trasmissioni tv come il talent di Netflix ‘Next in fashion’, per recuperare quel lavoro di “cura e attenzione” che si esprime in pezzi unici come lo smoking tutto intarsiato di spille da balia, i pantaloni che si aprono sul fondo in ruches, pizzi e volants, gli abiti mini con intarsi di plexi. “In questo momento in cui il mio paese è distrutto, per me inclusività è portare con orgoglio la provincia in passerella , perché lì sono le mie radici e la moda, se fatta con onestà e non solo guardando al profitto”, conclude Cruciani, “può davvero cambiare le cose”.

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