Moda

Brunello Cucinelli indaga le nuove vie dell’eleganza, dal “twinwear” alla “street couture”


Invertire l’ordine dei fattori non cambia il risultato, in una moltiplicazione matematica. Non lo fa neppure in una presentazione di moda, ma l’inversione decisa da Brunello Cucinelli per raccontare la collezione femminile per la primavera-estate 2023 ha comunque un significato forte. L’imprenditore ha voluto che per prime parlassero le persone che lavorano nell’ufficio stile donna, per descrivere nel dettaglio le lavorazioni, i materiali, i processi e l’ispirazione di ciascun capo e della collezione tutta. Cucinelli ha preso la parola solo in un secondo tempo, per spiegare il suo cauto ottimismo sul futuro dell’Italia e le impressioni ricavate dai primi giorni di fashion week.

Innovativa e sorprendente come accade da molte stagioni, la collezione ha avuto bisogno di almeno due neologismi per essere spiegata: «L’eleganza non si mette in discussione, ma cerchiamo modi sempre nuovi di interpretarla – hanno spiegato Giovanna Manfredi, Tiziana Pietrangeli e Camilla Cucinelli –. Anche le parole che scegliamo hanno sempre un legame con la tradizione, ma la reinventano: twinwear ad esempio richiama l’idea dei golfini coordinati, ma per noi significa abbinare, ad esempio, bermuda in tessuti pregiati a giacche leggere e in parte destrutturate, aggiungendo se si desidera un gilet».

Poi c’è la street couture, che non ha niente a che vedere con lo streetwear, inteso come abbigliamento senza forma, più che informale, e che utilizza soprattutto filati artificiali e tessuti tecnici: «La nostra “alta moda da strada” è fatta di capi da portare nelle attività di tutti i giorni, ma creati e costruiti con dettagli da atelier di alta moda», aggiungono Giovanna, Teresa e Camilla.

Innovazioni che sono piaciute ai buyer, le persone che acquistano per il canale retail (negozi diretti) e wholesale: «Arriviamo alla settimana della moda con la campagna vendita di fatto conclusa – ha spiegato Brunello Cucinelli –. I risultati sono stati straordinari e ci fanno presagire un 2023 di grandi soddisfazioni». Nel primo semestre i ricavi erano cresciuti del 32,3% a 415,2 milioni e tutti i mercati avevano fatto segnare aumenti a due cifre, a partire dall’America (+52,7%), seguita da Asia (+27,2%), Europa (+20,7%) e Italia (+19,7%).

Ed è proprio alle prospettive del nostro Paese che Cucinelli dedica la parte più accorata del suo intervento: «I costi dell’energia sono un problema per tutti, cittadini e imprese. Nella nostra filiera però ci sono differenze. Chi è a valle, come noi, soffre meno questi aumenti rispetto a chi è a monte. Sto facendo molti incontri a livello locale e con tutte le associazioni di cui faccio parte per sollecitare una maggior solidarietà di filiera. Chi ha la fortuna, come i grandi marchi, di avere margini più alti e stabili, deve venire incontro agli altri. La forza del made in Italy sta proprio in questa filiera».

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