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Roberto Capucci celebrato da Franco Maria Ricci nella mostra “Seriche armature”

Dall’8 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023, il Labirinto della Masone a Fontanellato, in provincia di Parma, si prepara ad accogliere una nuova mostra dedicata al maestro della moda Roberto Capucci, considerato un genio senza paragoni della moda e dello stile italiano e le cui creazioni – strutture architettoniche dove il colore è protagonista e sembra quasi scolpire la materia – sono tutt’oggi esposte in grandi musei.

La mostra del Labirinto ne vuole celebrare la carriera in diversi suoi aspetti, affiancando le sue creazioni, simili spesso a sculture, alle opere d’arte della collezione, creando così nuovi dialoghi ed inedite suggestioni.

Il Labirinto della Masone è il labirinto più grande del mondo e nasce a Fontanellato da un’idea di Franco Maria Ricci – editore, designer, collezionista d’arte, bibliofilo – e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto. Aperto dal maggio del 2015, il Labirinto è stato concepito per essere un dedalo elegante e seducente. Un luogo di cultura (oltre al giardino ospita una biblioteca e una collezione d’arte), disteso su otto ettari di terreno, progettato da Ricci con gli architetti Pier Carlo Bontempi, che ne ha eseguito gli edifici, e Davide Dutto, che ha progettato la geometria del parco.

Trent’anni fa, nel 1993, la casa editrice di Franco Maria Ricci dedicò a Capucci un volume della collana Luxe, calme et volupté, serie di libri che esploravano il mondo della moda attraverso le opere degli stilisti più affascinanti del XX secolo. Questa ricorrenza è stata la suggestione per organizzare questa mostra, che vanta la curatela della Fondazione Roberto Capucci e della Fondazione Franco Maria Ricci, con la collaborazione di Sylvia Ferino.

Storici della moda e creativi di oggi sono d’accordo nell’affermare quanto per Capucci il termine “stilista” diventi quasi riduttivo, essendo un vero artista a tutto tondo, impossibile da inquadrare in una singola categoria. Nato a Roma nel 1930, apre il suo primo atelier nel 1950 in Via Sistina e fin da giovanissimo viene conosciuto anche all’estero, accolto con entusiasmo (soprattutto dalla critica francese) e considerato un protagonista assoluto della storia della moda italiana.
 
Durante la sua carriera la notorietà è stata tale da permettergli di vestire icone femminili come Marylin Monroe, Gloria Swanson, Jacqueline Kennedy, Elsa Martinelli, Irene Brin, Rita Levi Montalcini, che ritirerà il Premio Nobel per la Medicina nel 1986 con un suo abito, e Silvana Mangano, per la quale Capucci, voluto fortemente da Pierpaolo Pasolini, disegnò i vestiti del film Teorema.
 
“Roberto Capucci è un trasformista, è un Houdini, è un mago, un inventore, ma soprattutto un giardiniere, il principe della natura”,  così ne parla lo stilista Antonio Marras. “Lui non disegna abiti, li plasma, come se fossero preziosa porcellana.  Roberto Capucci è un matematico e un botanico, è ingegnere aereospaziale e il piccolo principe di Saint-Exupéry che chiede di disegnare una pecora per mangiare il baobab. Roberto Capucci esplora e narra di un mondo di abiti animati. Un mondo fatto di miti divenuti materia vivente, un universo in continua trasformazione, come una natura viva e mutante”.

La natura è la principale fonte di suggestione del suo lavoro, ispirato dalle descrizioni de “Le Metamorfosi” di Ovidio, dove Dafne e altri personaggi vengono trasformati in alberi o animali: negli abiti di Capucci si possono ritrovare questi miti, la materia tessile li interpreta in vere e proprie sculture dominate dalla stoffa e dai colori per creare delle “seriche armature”, come recita il nome dell’esposizione, che sembrano prescindere dalla forma del corpo.
 
In particolare, gli abiti da sera sono creazioni senza età frutto di un continuo lavoro di ricerca formale e cromatica che non esita a ricorrere ai materiali più diversi, dalle sete più esclusive ai prodotti naturali più semplici quali rafia o paglia, per cercare continuamente nuove possibilità espressive del Bello.
 
Nascono così le memorabili creazioni degli anni ’80, come Farfalle e Cerchi, che ricordano forme del mondo animale, o Variazioni nel Verde e Colore, in cui il colore si impone come protagonista in innovative e audaci combinazioni.

Per comprendere ancora meglio il processo creativo alla base del lavoro di Capucci saranno presenti in mostra molti suoi schizzi preparatori. In occasione della mostra sarà pubblicato un nuovo volume per le edizioni FMR dedicato al grande artista e stilista.

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