Industria

La produzione di fibre naturali è diminuita rispetto a quella delle sintetiche nel 2021


Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



12 ott 2022

La produzione globale di fibre ha raggiunto i 113 milioni di tonnellate nel 2021, rispetto ai 109 milioni dell’anno precedente, secondo un rapporto pubblicato questo mese di ottobre da Textile Exchange. Una panoramica che mostra come le fibre sintetiche, che sono ancora in gran parte in maggioranza, abbiano guadagnato ulteriore terreno sulle fibre naturali. In particolare sul cotone, che ha visto crollare la produzione di cotone responsabile.

Textile Exchange

Circa il 64% delle fibre prodotte nel mondo nel 2021 erano sintetiche (+2 punti in un anno), di cui il 56% di materiali derivati ​​da idrocarburi (+1 punto), rispetto al 28% delle fibre naturali (-2 punti). Seguono le cellulosiche (fibre di legno) e le fibre animali, che mostrano livelli stabili rispettivamente al 6% e al 2% del totale.

I materiali considerati sostenibili pesavano il 27% del totale, dato a cui si aggiunge il 9% (-1,7 punti) di fibre rinnovate tramite programmi di riciclo riconosciuti (escluso il cotone riciclato), e l’8% proveniente da fibre ricavate da bottiglie riciclate. Oltre a questi, la quota di fibre riciclate pre o post consumo avvicina ormai l’1%, rispetto allo 0,5% del barometro 2020.

Il “Preferred Fiber and Materials Market Report” costituisce in effetti, come ogni anno, l’occasione per misurare l’evoluzione della percentuale di materiale riciclato. Dei 113 milioni di tonnellate prodotte, 10 milioni di tonnellate sono state riciclate nel 2021, ovvero l’8,45% del totale, rispetto al 7,55% del 2019. Materiale per materiale, la quota di contenuto riciclato è stabile tra il 2020 e il 2021, sia per il poliestere (15 %), che per la lana (6%), i poliammidi (2%) e il cotone (1%).

Cotone e materiali naturali

Nel 2021 sono state prodotte circa 24 milioni di tonnellate di fibre di cotone, di cui 270.000 tonnellate di cotone riciclato. Textile Exchange, che intende raggiungere il 50% di cotone “preferred” (ovvero “privilegiato”, che risponde a standard sociali e/o ambientali definiti), non può che constatare una flessione in questo campo.
 
Salendo dal 12 al 27% tra il 2016 e il 2020, la quota di cotone “preferred” è scesa al 24% lo scorso anno. Una discesa attribuita alle insidie ​​meteorologiche e geopolitiche, ma anche alla controprestazione del programma Better Cotton Initiative (BCI) e dei suoi equivalenti, la cui produzione è scesa da 6,2 a 4,6 milioni di tonnellate in un anno.

Textile Exchange

Per quanto riguarda gli altri materiali naturali (6,68 milioni di tonnellate prodotte), le tre fibre più prodotte nel 2021 sono state la juta (3,4 milioni di tonnellate), la fibra di cocco (1,3) e il lino (1,1), seguite direttamente, ma in quantità minori, dalla cugina di quest’ultima, la canapa (0,25). Nel corso dell’anno sono state inoltre prodotte circa 15 milioni di tonnellate di gomma, di cui il 49% di caucciù naturale, contro il 51% di sintetico.
 
Lana e materiali animali

La produzione di lana vergine di pecora si è attestata a 1,95 milioni di tonnellate, di cui il 3% era lana ritenuta responsabile secondo gli standard presi in considerazione nel rapporto. “Mentre la produzione globale di lana è diminuita nel corso degli anni, la quota di mercato dei programmi di lana è in aumento”, osserva Textile Exchange, che sottolinea come la quota di riciclato nel mercato del cotone sia stata del 6% nell’esercizio.

Il mohair ha invece rappresentato 4,59 tonnellate prodotte nel 2021, di cui circa il 35% faceva parte dei programmi di responsabilità selezionati dal rapporto. Il Sud Africa da solo ne genera metà della produzione mondiale.

Per quanto riguarda il cashmere, l’anno scorso ne sono state prodotte 26.121 tonnellate, l’83% delle quali non rientrava in alcun programma di responsabilità sociale o ambientale. Cina e Mongolia producono rispettivamente il 58 e il 38% di questa fibra. Sul versante andino, l’Alpaca ha rappresentato 6,24 tonnellate di produzione nel 2021, quasi esclusivamente ottenute sul suolo peruviano.

Guardando alle altre fibre animali, la produzione di piumini e piume si è attestata a 565.103 tonnellate, in un mercato sostenuto per l’85-90% dall’allevamento delle anatre. E dove la percentuale di fibra “responsabile” ammonterebbe al 3%, di cui l’1% di fibre riciclate. Per quanto riguarda la seta, ne sono state prodotte 173,16 tonnellate, il 79% in Cina. Invece la pelle durante l’ultimo esercizio finanziario ha pesato per 12,5 milioni di tonnellate sulla produzione mondiale di materiali, comprese 800 tonnellate di pelle riciclata.

Fibre di cellulosa e sintetiche

Le fibre di cellulosa (a base di fibre di legno) hanno rappresentato 7,2 milioni di tonnellate, di cui 5,8 milioni per la sola viscosa e 0,9 milioni per l’acetato, con Lyocell, Modal e Cupro che contavano per quote minori. In questa famiglia di materie prime, mentre la percentuale di materiali riciclati rimane limitata (0,03%), le produzioni che rientrano nei programmi di sostenibilità sono la maggioranza, passando in un anno dal 55-60% al 60-65%.

Textile Exchange

Sul versante dei sintetici, il poliestere resta imprescindibile, con 61 milioni di tonnellate prodotte (il 54% di tutte le fibre), rispetto ai 57 milioni dell’anno precedente. La quota di contenuto riciclato rimane stabile al 14,7%, con circa 9 milioni di tonnellate prodotte. Ma in dettaglio, si tratta principalmente di bottiglie riciclate, mentre la quota di poliestere riciclato (chimicamente o biologicamente) a partire da un poliestere rimane inferiore all’1%. Il rapporto rileva inoltre che i “biopoliesteri” ora pesano lo 0,02% della produzione di poliestere.

Sul mercato delle poliammidi, la produzione è aumentata da 5,4 a 5,9 milioni di tonnellate in un anno. La quota di poliammidi riciclate è limitata all’1,94%. Mentre la quota di poliammidi a base biologica è di circa lo 0,4%, con circa 20.000 tonnellate prodotte l’anno scorso.

Il resto dei materiali sintetici rappresenta il 5% del mercato mondiale delle fibre, con 5,8 milioni di tonnellate. In questa categoria dominano il polipropilene (3 milioni di tonnellate), le fibre acriliche (1,7 milioni) e gli elastan (1,2 milioni). Le produzioni di politrimetilene tereftalato (PTT) e di acido polilattico (PLA) rimangono marginali.
 
Il rapporto completo di 114 pagine è liberamente accessibile sul portale di Textile Exchange.

Copyright © 2022 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.



Source link

Articoli correlati