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Il mercato degli orologi di seconda mano potrebbe valere 36 miliardi di euro entro il 2030, per Deloitte


Di

AFP

Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



17 ott 2022

Il mercato degli orologi di seconda mano, in forte espansione grazie all’interesse per questi prodotti manifestato dai Millennial e dalla Gen Z, potrebbe pesare 35 miliardi di franchi svizzeri (36 miliardi di euro) entro il 2030, secondo uno studio appena pubblicato da Deloitte.

Una schermata tratta dal sito Hodinkee – DR

Secondo tale analisi sulle prospettive dell’orologeria svizzera, il mercato degli orologi d’occasione, valutato attualmente intorno ai 20 miliardi di franchi, potrebbe rappresentare più della metà del nuovo mercato dei segnatempo entro il 2030.
 
“Il potenziale di crescita del mercato dell’usato è gigantesco”, afferma in un comunicato Karine Szegedi, responsabile del settore consumer, moda e lusso di Deloitte Svizzera.

I motivi principali per acquistare orologi usati sono i prezzi più bassi rispetto al nuovo, ma anche la voglia di trovare modelli che non vengono più prodotti. Anche il fenomeno dell’allungamento delle liste d’attesa per i marchi più famosi, come Rolex o Patek Philippe, sta spingendo i consumatori a rivolgersi a modelli del passato.

Storicamente riservato a collezionisti e case d’asta, questo mercato è oggi di grande interesse per una nuova generazione di consumatori grazie all’ascesa delle piattaforme di vendita online di orologi certificati.
 
Nella cosiddetta generazione dei Millennial (i nati tra il 1980 e la fine degli anni ’90), il 48% degli appassionati di orologi afferma che con molta probabilità acquisterà un modello di seconda mano nei prossimi dodici mesi.
 
Nella Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) la quota è del 37%, contro il 12% della generazione del baby boom, secondo lo studio della società di revisione e consulenza, che ha condotto un sondaggio online su 5.579 persone in Svizzera e in 10 Paesi tra i maggiori in cui l’orologeria elvetica viene esportata.

“I nostri consumatori sono davvero diversi da quelli che consideriamo siano gli acquirenti di orologi tradizionali”, spiega Ben Clymer, il fondatore della piattaforma di vendita Hodinkee, citato nello studio.

“Sono molto più giovani”, “comprano e vendono orologi molto più spesso”, “sono interessati agli orologi di seconda mano” e sono alla ricerca di beni “che mantengano il loro valore o lo aumentino”.
 
Gli stessi produttori di orologi di lusso vedono di buon occhio questo sviluppo. Il 70% dei dirigenti del settore orologiero intervistati ritiene che gli orologi di seconda mano abbiano un impatto positivo sulla propria reputazione.

Secondo l’analisi di Deloitte, la crescita sarà alimentata dai marchi che uniranno le forze con piattaforme consolidate per la vendita di modelli certificati o che lanceranno i propri canali di vendita per conquistare parte di questo mercato dell’usato.
 
Nel 2018 Richemont, il colosso del lusso che possiede marchi prestigiosissimi come Cartier, Piaget, IWC e Jaeger-LeCoultre, è entrato in questo mercato acquistando la piattaforma britannica Watchfinder.co.uk.

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Articolo preso da Fashio Network Italia

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