Industria

La CELC diventa la “Alleanza europea del lino e della canapa”


Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



8 dic 2022

La Confederazione Europea del Lino e della Canapa diventa l’Alliance for European Flax-linen & Hemp (o Alleanza europea del lino e della canapa), dotandosi anche di una squadra e una struttura rafforzate per affrontare le numerose sfide di questo settore unico nel suo genere.

Alliance for European Flax-linen & Hemp

Da questo nuovo nome nasce un’altrettanto nuova identità visiva. Il logo esagonale mostra disegni geometrici che richiamano un campo verdeggiante e sette sagome di professionisti in piedi l’uno a fianco all’altro, che simboleggiano tutti i mestieri dell’industria europea del lino e della canapa. Il tutto richiama una sensazione digitale, incarnando in questa una delle quattro ambizioni mostrate dall’Alleanza: “l’ossessione per la prova”. Oltre alla tracciabilità, gli altri tre assi definiti sono la volontà di “agire collettivamente”, di connettere tradizione e innovazione, e di coltivare il rispetto per le persone e per l’ambiente.

“Ora è il momento per noi di aggiornare la nostra identità, in modo che l’immagine che proiettiamo rifletta ciò che siamo diventati e puntiamo a diventare: un collettivo che rappresenta l’intera catena del valore del lino e della canapa europei, un’organizzazione aperta al mondo, una filiera innovativa, creativa e soprattutto sostenibile”, spiega il presidente dell’Alleanza, Bart Depourcq. Quest’ultimo ricorda che il lino è il primo settore agroindustriale a calcolare gli impatti ambientali secondo la nuova metodologia europea PEF (Product Environmental Footprint, ovvero impronta ambientale di prodotto).

Questo cambio di identità arriva in un momento in cui le ambizioni per la canapa europea stanno diventando più chiare. “Per sviluppare una filiera tessile della canapa complementare al lino, trarremo ispirazione da ciò che ha avuto successo per il lino europeo”, indica Bart Depourcq, che è anche il direttore generale di Van de Bilt. “Questo ci consentirà di soddisfare la crescente domanda di fibre vegetali. Ed è per questo che stiamo istituendo un gruppo di lavoro tecnico europeo per raccogliere tale sfida”.

Rendere il lino e la canapa europei le fibre sostenibili preferite
 
Il settore europeo del lino e della canapa rappresenta attualmente circa 10.000 aziende, insediate in 16 nazioni europee. Il lino, che consuma poca acqua e viene coltivato senza pesticidi, viene prodotto quasi esclusivamente su una fascia costiera che va dalla Normandia ai Paesi Bassi: la Francia è il fulcro centrale di questa coltura impegnativa, ma redditizia per gli agricoltori.

La nuova identità visiva dell’organizzazione – Alliance for European Flax-linen & Hemp

Sebbene il lino pesi attualmente solo lo 0,4% delle fibre prodotte a livello mondiale, intende comunque trarre vantaggio dalle proprie qualità durevoli e dalle sue specificità per diventare un alfiere delle materie prime eco-responsabili.

“Vogliamo rendere il lino e la canapa europei le fibre premium sostenibili preferite in tutto il mondo”, riassume Marie-Emmanuelle Belzung, delegata generale dell’Alleanza. “Vogliamo far crescere il nostro ecosistema, unico nel panorama dei settori tessile e agricolo. Vogliamo diventare un punto di riferimento internazionale per innovazione e sostenibilità, in particolare fornendo informazioni chiare e strutturate sulle caratterizzazioni ambientali dei prodotti (…) Perché nessun indicatore è possibile senza tracciabilità”, sottolinea la responsabile.

In questo campo, l’Alleanza dispone del marchio Masters of Linen, che garantisce il lino europeo al 100%, nonché il visto di qualità “European Flax”, che garantisce un materiale europeo premium. Quest’ultimo sarebbe ormai rivendicato da 800 aziende in 33 nazioni, cresciute quindi di quasi il 632% da gennaio 2020. Più in generale, la missione del settore è quella di poter rispondere alle richieste di identificazione dell’origine delle materie prime e dell’insieme dei prodotti derivanti dalle produzioni.

Verso nuovi strumenti per la filiera
 
In questa ricerca di trasparenza e di dati, nel 2023 dovrebbe vedere la luce un progetto pilota di strumenti di tracciabilità digitale. Ricorrendo alla blockchain, tale progetto viene realizzato nell’ambito del Comitato Strategico di filiera “Moda e Lusso”.

Sebastien Rande/Alliance for European Flax-linen & Hemp

“Domani la descrizione delle fibre mediante imaging ottico completerà il metodo organolettico (che interessa gli organi di senso, ndr.), con cui la fibra è stata storicamente descritta attraverso cinque criteri (visivo, cromatico, sonoro, ecc.). una questione di innovazione assolutamente strategica”, indica inoltre Marie-Emmanuelle Belzung.

Per quanto riguarda le prospettive, il comparto ha incaricato lo studio Key Partners e l’Istituto Francese della Moda (IFM) di realizzare uno studio sui modelli di business del settore. La produzione delle fibre di lino, di abbigliamento in lino, il mercato mondiale e le sfide della reindustrializzazione saranno oggetto di studio, in particolare attraverso 80 interviste a specialisti, per individuare degli scenari e delle leve operative a supporto dello sviluppo delle operazioni del settore nei prossimi anni. Il rapporto è atteso per la fine di gennaio del 2023.

Team e struttura rinforzati

In occasione del suo cambio di identità, l’ex CELC mette inoltre in evidenza quella che sarà d’ora in poi la sua struttura interna. “Passare da un CELC di ‘promozione’ ad un’Alleanza che crea valori significa reinventarsi, e la fisionomia della nostra organizzazione è quindi cambiata in modo significativo”, spiega la delegata generale.

Alliance for European Flax-linen & Hemp

L’Alleanza oggi opera attraverso quattro poli. Dal lato dello sviluppo ci sono le divisioni Innovazione & CSR e Promozione (marketing e comunicazione), rispettivamente dirette da Julie Pariset e Chantal Malingrey. A queste si aggiungono due divisioni di supporto, con, da un lato, l’Osservatorio Economico, guidato da Damien Durand, e, dall’altro, il polo Dinamica di Filiera, guidato da Dimitri Soverini.

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