Moda

L’autunno d’oro dell’Italia a Londra: le nuove aperture in città, dalla moda di Armani al cioccolato Venchi


Per anni, lungo Knightsbridge, a pochi passi da Harrods, la boutique di Armani Exchange è stata un punto di riferimento: i due piani di vetrate erano uno dei simboli dell’Italia a Londra. Durante il Covid la storica insegna aveva spento le luci, e nessuno sapeva se avrebbe mai più riaperto. Ancora oggi, sulle vetrine ci sono i cartelli «Affittasi». Sembrava che, a Londra, anche un colosso della moda come Armani fosse una delle tante vittime della pandemia che ha sconvolto il mondo del commercio.

Ritorno a Regent Street

Re Giorgio, invece, è ripartito ancora più in grande nel cuore di Londra. Ai primi di settembre è stata inaugurata una nuova boutique: un Armani Exchange a Regent Street, una delle grandi vie della moda di Londra. Nella storica ed elegante Westmorland House, palazzo dell’800, l’azienda italiana ha aperto il suo nuovo negozio internazionale della sua linea più sportiva, il terzo, in pochi mesi, dopo Amsterdam e Berlino. L’apertura ha segnato una sorta di “autunno del Made in Italy” a Londra, con un ritorno, in grande stile, di grandi marchi italiani nel cuore dello shopping della capitale, tra Oxford Circus e Piccadilly. Sempre a settembre, proprio sulla rotonda più famosa del mondo, che vanta uno dei più alti tassi di “passaggio” (footfall), con 80mila visitatori al giorno e quasi 2 milioni e mezzo al mese, sono comparsi i cartelloni “Next Opening” di Intimissimi: non era proprio un’inaugurazione in senso stretto perché il Gruppo Calzedonia occupava già quello stesso negozio, ma con un altro marchio, piuttosto un restauro con un cambio all’insegna Intimissimi. L’apertura è anche stato il più rilevante trasloco di una vetrina commerciale a Londra nel 2022 (Intimissimi aveva già un’altra vetrina lungo Oxford Street).

Terza “griffe” della moda ad aprire in pieno centro è stata la sartoria napoletana Kiton: l’azienda artigianale della famiglia Paone, che ha costruito nel tempo un marchio di fascia molto alta più celebre all’estero che in Italia, ha debuttato a New Bond Street, altra enclave del super-lusso di Londra, proprio davanti al palazzo di Louis Vuitton.

Negozio Kiton a Londra. Copyright: Ben Broomfield Photography

Gelati & Cravatte

Non c’è però solo l’abbigliamento che rilancia su Londra. Anche l’alimentare, l’altra gamba di export per l’Italia, ha piazzato una pedina strategica: a fine settembre, lungo Piccadilly, la catena torinese Venchi ha aperto un nuovo negozio, che serve gelato e tutta la gamma di praline e cremini, creati dal cioccolatiere Giovan Battista Mantelli. Per la casa dolciaria guidata da Daniele Ferrero è il punto vendita numero otto nella capitale britannica, dopo Covent Garden e l’ex centrale elettrica di Battersea, oggi un grande centro commerciale. Pure il concorrente Amorino, altra catena di gelati di fascia alta, aumenta la presenza sul Tamigi: dopo Covent Garden e Charing Cross, e un’altra decina di punti vendita nella capitale, ha aperto il sedicesimo negozio a High Street Kensington.

Negozio E. Marinella nella Royal Arcade  

Piccadilly, dal canto suo, e in particolare il triangolo tra la Royal Arcade e Jermyn Street, sta diventando una sorta di Italia in miniatura, con una grossa fetta di “nomi” tricolori: dal cashmere di Luca Faloni agli assaggini gastronomici, in stile veneziano, di Cicchetti; da Luisa Spagnoli ai profumi dell’Officina Santa Maria Novella di Firenze. In primavera aveva aperto (o meglio riaperto, dopo alcuni anni di assenza) la storica sartoria napoletana E. Marinella, famosa per le sue cravatte. Nella storica via dei sarti da uomo, dove ancora oggi Turnbull&Asser è il camiciaio del Re Carlo III, ha aperto la sartoria napoletana di lusso Isaia e il milanese Boggi, alfiere del lusso accessibile.

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