Moda

Dolce&Gabbana declina la sostenibilità in sette punti e impegni concreti


Non bastano le parole e a volte neppure le singole azioni concrete. Serve piuttosto un vero e proprio piano e una certificazione esterna, per innescare – forse sarebbe meglio dire accelerare – il circolo virtuoso che deve animare una visione di sostenibilità. Potremmo riassumere così il Piano di sostenibilità appena presentato da Dolce&Gabbana, che prevede passi e obiettivi concreti da qui al 2025. «Ed è solo l’inizio, perché in questo campo, come forse in ogni altro campo di azione umana, se fatta seriamente, mentre si punta a un traguardo bisogna già pensare a quello successivo», spiega Alfonso Dolce, amministratore delegato dell’azienda fondata oltre 40 anni fa dal fratello Domenico con Stefano Gabbana, oggi una delle poche “one billion euro companies” italiane della moda fieramente indipendente e controllata dalla famiglie fondatrici.

«Promuovere la cultura e la tradizione del made in Italy, incoraggiare le nuove generazioni nel dialogo con il territorio, contribuire alla creazione di valore sociale e proteggere l’ecosistema naturale: sono impegni che da sempre caratterizzano Dolce&Gabbana ed è stato fin qui un percorso di apprendimento e crescita. Ora l’impegno Dolce&Gabbana si evolve ulteriormente nell’ambito della sostenibilità, con l’obiettivo di consolidare un posizionamento distintivo nel settore e in collaborazione con Accenture».

Si parla, negli ultimi mesi, talmente tanto di sostenibilità da averla già divisa in compartimenti stagni, quando invece, sottolinea Alfonso Dolce «occorre riconoscere il valore della sostenibilità nella sua totalità, non solo nel processo di evoluzione del prodotto, dei servizi e dei modelli di business, ma anche nel rapporto di collaborazione con fornitori, maestranze artigiane, innovatori e altri partner, in un approccio inclusivo che intende raggiungere diverse aree d’azione». Per definire e dettagliare il Piano di Sostenibilità di Dolce&Gabbana sono state individuate sette priorità: Net Zero Carbon, Made in Italy & Heritage preservation, Human Care & New Generations, Zero Waste, Ecosystem Collaboration, Materials & Circularity, Transparency & Traceability. Ognuna di esse prevederà azioni e iniziative che andranno ad affiancarsi a quelle già in essere, a loro volta ulteriormente potenziate e amplificate.

Dall’abbattimento dell’impronta carbonica alla transizione verso il 100% di energia elettrica rinnovabile; dal programma per il recupero
degli scarti e delle risorse alla formazione professionale di giovani talenti nel comparto manifatturiero; dalla tutela tangibile del territorio allo spirito di rete con l’ecosistema industriale della moda (Dolce&Gabbana è parte della Camera nazionale della moda e da pochi giorni anche di Fondazione Altagamma).

«Diventare ogni giorno più sostenibili è una sfida che può anche spaventare, ma che suscita grande passione in ogni persona che lavora in Dolce&Gabbana. Forse perché il nostro percorso verso un’idea di sostenibilità misurabile e concreta passa dai principi che guidano il gruppo da sempre: bellezza, creatività, made in Italy, umanità
e passione», conclude Alfonso Dolce.

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