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Brunello Cucinelli pubblica un’epistola celebrativa della giovinezza in occasione dell’Epifania

Versione italiana di

Laura Galbiati

Pubblicato il



5 gen 2023

Brunello Cucinelli, il “filosofo” italiano della moda, ha pubblicato una lettera aperta che celebra la giovinezza, rilasciata poco prima dell’Epifania, la festa cristiana che celebra la prima visita dei tre Re Magi a Gesù Bambino.

Brunello Cucinelli – Brunello Cucinelli

Intitolata “Lettera alle future sentinelle dell’Umanità”, l’epistola di 1.100 parole è un appello a un nuovo senso dell’umanesimo per le generazioni Y e Z.
 
“In questi giorni prossimi alla fine dell’anno, giorni durante i quali ognuno di noi, nella serenità del cuore, guarda al suo passato, recente e lontano, e ne tira le somme; in questo tempo sereno quando si guarda agli orizzonti di un futuro smagliante, il mio pensiero va a voi giovani. Vi amo profondamente, e tutti vi vedo con occhi di padre e di uomo che pensa sempre con l’animo volto verso l’avvenire. Siete per me come il sale della terra, adulti e sentinelle del domani, meritevoli, come ogni altro essere umano, di vivere perseguendo la felicità”, scrive lo stilista 69enne.

Cucinelli, che ha fondato il proprio marchio nel 1978, è noto come imprenditore filantropico e umanista, che ha dato enormi bonus ai suoi artigiani e dipendenti di lunga data quando la sua maison di moda ha fatto il suo ingresso alla Borsa di Milano nel 2012.
 
“Non ero molto diverso da voi, alla vostra età. Oggi sono un uomo che ha seguito il suo sogno speciale, una persona che infine ha dato corpo al desiderio antico, nato dagli occhi lucidi di mio padre offeso sul lavoro, il sogno di vivere umanisticamente verso di sé e verso gli altri. Questo, penso spesso, rende nobile la mia intenzione”, continua lo stilista, riferendosi a un incidente spesso menzionato accaduto nella sua infanzia, quando trovò suo padre in lacrime dopo essere stato insultato da uno dei suoi capi e giuròche se mai avesse ottenuto una posizione di potere si sarebbe comportato più correttamente.
 
Racconta di come oggi veda la sua povertà infantile “quale dono e non quale condanna”, di come non gli mancasse nulla, né cibo né felicità; una felicità che “ogni giorno ritrovavo nella bellezza della natura: le albe bianche come i gigli, i cieli sfolgoranti di azzurro e di rosso, il primo sole che asciugava pian piano la rugiada d’argento, la musica mormorante della pioggia nel bosco, il nobile corteo delle stagioni”.

Solomeo – Brunello Cucinelli

Da allora Brunello ha creato un marchio i cui ricavi dovrebbero sfiorare quest’anno il miliardo di euro, permettendogli di trasformare Solomeo, un borgo medievale nella sua regione natale, l’Umbria, in un idilliaco laboratorio creativo e una moderna città industriale, che vanta una propria cantina, un teatro, una sala conferenze, una biblioteca, un gigantesco monumento alla dignità umana e strade punteggiate di detti e aforismi di antichi e nobili filosofi.
 
“Spesso vi racconto di come la ricchezza non sia, come può sembrare, un peso leggero da sopportare, e solo se la si sa trasformare in dono è accettabile per l’uomo giusto”, avverte il re del cashmere.
 
“Potreste incontrare nella vita il dolore, purtroppo, come un nemico insidioso che aspetta ciascuno nascosto nel domani. Ma al tempo stesso il dolore, come insegnano tanti sapienti antichi, è un dono, e come disse in particolare Oscar Wilde, che lo ebbe come compagno per oltre due anni nel carcere di Reading, ‘è il più sensibile di tutte le cose create’”, prosegue Cucinelli, che riprende citazioni di famosi scrittori in tutte le sue conversazioni.
 
“Ma lo sguardo è il viatico di ogni vita durevolmente felice, ed è tra i doni più preziosi che abbiamo ricevuto dall’umanità. Lo sapeva Leon Battista Alberti, che aveva fatto dell’occhio alato il suo blasone d’artista”, continua lo stilista, riferendosi al celebre architetto rinascimentale, che completò la facciata di Santa Maria Novella, la chiesa fiorentina poco distante dalla Fortezza da Basso, centro nevralgico di Pitti, il grande salone del menswesar dove Brunello presenterà le sue ultime creazioni la prossima settimana.
 
Cucinelli conclude esortando le giovani generazioni a rifuggire “l’ira, che ingombra le vie dell’anima e impedisce al cielo di soffiare i suoi incanti su di essa. Fino ad oggi, anche per nostra colpa di genitori che vi abbiamo trasmesso l’idea del lavoro quasi come punizione per non aver studiato, avete avuto una vita a volte leggermente offuscata nella speranza. Questo è il momento di incamminarsi verso una visione nuova: non è facile possedere la propria anima, ma voi siate fra quelli che lo sanno fare. (…) Ricordate che un solo gesto nobile riscatta più di uno sbaglio. Non sentitevi mai migliori di altri, perché in tutti noi vi è sempre posto per le grandi idee. Siate ben disposti verso il prossimo, negli affetti famigliari, nello studio, nel lavoro, nella vostra vita sentimentale, perché se rimarrete troppo concentrati su voi stessi la strada giusta rimarrà incerta. La felicità non sta tanto nel possedere la cosa amata, ma nell’amare quanto è degno di amore. Che il Creato ci protegga! Brunello”.

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