Sfilate

eccellente debutto in passerella a Pitti Uomo


Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



12 gen 2023

Alcuni designer vengono a Pitti per avere una consacrazione, altri per essere scoperti. Jan Jan Van Essche, invece, ha partecipato alla fiera fiorentina mercoledì per farvi il suo debutto in passerella, uscendone trionfante grazie a uno show splendido, messo in scena nello splendore della Firenze rinascimentale.

Jan Jan Van Essche, AI 2023/24 a Firenze – Courtesy

Un défilé che è stato tanto una performance quanto una classica sfilata in passerella, e si è concluso con un balletto del coreografo belga-marocchino Sidi Larbi Cherkaoui, noto per il miscelare le gestualità delle arti marziali con la danza sperimentale.
 
Intitolata “Rite” (“Rito”), questa collezione unisex Autunno-Inverno 2023/24 è stata un successo su più livelli: silhouette, innovazione dei tessuti, texture e, soprattutto, attitudine di pensiero.

“Siamo incredibilmente grati di essere qui. È un grande onore essere invitato a Pitti, che è un posto meraviglioso per realizzare finalmente il mio debutto in passerella”, ha sorriso Van Essche, nato in Belgio e residente ad Anversa.
 
Il suo indumento chiave è stato il poncho/mantella, visto in una pletora di forme: a taglio elefantino o rifinito con bottoni laterali e tasche con patta. Tutti questi modelli hanno espresso l’innovativa visione di Jan Jan sul nomadic-chic in una sfilata allestita all’interno di un’imponente sala a volta nota come Cappella degli Ubriachi, situata dentro al complesso della basilica di Santa Maria Novella.
 
Il designer ha viaggiato molto lontano per i tessuti che ha utilizzato, la maggior parte dei quali proviene dal Giappone. I più brillanti erano una serie di shibori di lana con motivo tartan, tinti a mano da maestri specializzati, che hanno aggiunto una sottile profondità alla collezione.
 
La “mano” di molti materiali riusciva ad essere grezza ma anche grandiosa, in parte grazie all’utilizzo di un’altra fonte lontana: la lana di yak proveniente dalla Mongolia.

Con un’altra mossa inedita, il designer belga ha incorporato nella collezione in modo intelligente il cotone bincho tinto con una colorazione realizzata combinando caffè e inchiostro, che ha conferito un meraviglioso aspetto sbiadito a molti capi.

Jan Jan Van Essche, AI 2023/24 a Firenze – Courtesy

Van Essche, che realizza direttamente tutti i suoi pattern, aveva iniziato a lavorare alla collezione prima di visitare Firenze per cercare un luogo adatto.
 
“Ma quando ho visto questo posto mi è venuta la pelle d’oca. Quindi, durante il processo di editing, ho messo in evidenza alcuni colori e sfumature che erano perfetti per questa location”, ha detto a FashionNetwork.com.
 
Nato ad Anversa, figlio di papà farmacista e mamma insegnante di scuola, Van Essche si è laureato presso il famoso college di moda della città nel 2003. Dopo un breve periodo di lavoro per Dries Van Noten, ha fondato il proprio marchio 12 anni fa costruendosi la reputazione di nuova voce della moda. Una fama culminata nello show molto speciale del Pitti. 
 
“Non sono un uomo di parole, ma di emozioni. E spero che questo “Rito”, ispirato alla Sagra della Primavera(Rite of Spring) di Pina Bausch, porti il pubblico a fare delle transizioni mentali”, ha detto Jan Jan, uomo gentile, i cui dreadlocks gli arrivano fino alle caviglie.
 
Il modo di disegnare di Van Essche riesce ad essere sia funzionale che nobile, grazie alla creazione di tute tagliate con intriganti gilet incorporati, o cappotti oversize con colletti larghi.
 
Anche se forse la sua abilità più impressionante è stata fondere idee industriali – come in alcuni sensazionali poncho, pantaloni e vestiti antipioggia in cotone cerato – con l’ipertradizionale. Ha lavorato con un tessitore partner, un affascinante artigiano di nome Lamine Diouf, utilizzando un telaio che ha trovato in un negozio di seconda mano, per creare una brillante serie di motivi a quadretti e tartan “sartoriali” visti in tuniche e spolverini fluttuanti. Diouf ha affrontato con grande orgoglio il passaggio finale del défilé indossandone uno.

Jan Jan Van Essche, AI 2023/24 a Firenze – Courtesy

Jan Jan si è recato a nord, a Vienna, per alcuni fantastici cappelli a campana dell’austriaca Werkstätte Mühlbauer e di nuovo in Giappone per gli stivali in pelle marrone chiaro realizzati su misura dal duo di Petrosolaum, Ryo e Sotaro Ogino.

Il suo cast è stato inclusivo e coraggioso, tutti hanno terminato la sfilata passeggiando nei meravigliosi chiostri della basilica, dove hanno posato su alcuni blocchi, mentre un batterista giapponese eseguiva un drammatico segnale militare di ritirata.
 
“Ieri è stata una bella giornata, in cui le cose sono andate tutte a posto. Abbiamo sempre detto che avremmo fatto il nostro primo show quando fosse arrivato il momento giusto. Ci sembra che sia stato proprio questo”, ha detto raggiante Jan Jan.

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