Sfilate

dall’abbigliamento da club sportivo all’active sportswear artistico


Versione italiana di

Laura Galbiati

Pubblicato il



15 gen 2023

Il sabato del menswear milanese, secondo giorno della Fashion Week, è iniziato e si è concluso con MSGM e K-Way, tra abiti da sporting club e active sportswear artistico.

MSGM: l’Università dei sognatori
 
Un designer e un brand decisamente in ascesa sono Massimo Giorgetti e MSGM, che negli ultimi dieci anni è mezzo è diventato un nuovo gande marchio italiano.

Msgm – autunno/inverno 2023 – 2024 – Menswear – Italia – Milano – © ImaxTree

La costruzione del brand di Massimo è continuata sabato mattina con una vivace sfilata tenutasi tra il brutalismo all’italiana di un college di architettura urbana nel nord-est di Milano.
 
Il concept di Giorgetti per questa stagione: “Dreamers’ University”, un’ode modaiola a un college immaginario e ai ragazzi che sono i fan più accaniti di MSGM.

Il designer cita persino John Keats della Dead Poets Society: “Non scriviamo poesie perché è carino. Scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana… Medicina, legge, business, architettura, sono attività nobili e necessarie al sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, questo è ciò per cui rimaniamo in vita”.
 
Il risultato è stato una serie di vestiti dalle grafiche eterogenee: loghi della Gothic Dreamers University, emblemi araldici, cani a due teste e stampe di teste di spaniel.
 
Giorgetti non è uno stilista “da casa” e capisce davvero come vogliono vestirsi i giovani di oggi. È anche in grado di tagliare un pantalone fantastico, dai modelli gessati ai voluminosi cargo. E, in una città che ha reso il piumino di rigore in ogni guardaroba, una serie di piumini surreali.
 
L’amico di Keats, Shelly, era famoso per aver definito i poeti gli arbitri non riconosciuti dell’universo. Si scopre che oggi quello è il ruolo dello stilista, compreso Massimo Giorgetti.
 
 K-Way: Café de la Paix a Milano
 
Il massimo dei voti alla famiglia Boglione per il revival di K-Way, e alla sfilata di prim’ordine di questa stagione, un omaggio al fondatore del marchio Léon-Claude Duhamel.

K-Way – autunno/inverno 2023-2024 – Menswear – Italia – Milano – © ImaxTree

Nel 1965, il francese ha inventato il concetto di abbigliamento in nylon fresco e semplice in una giornata piovosa, mentre era seduto al Café de la Paix accanto all’Opera di Parigi, guardando le persone che lottavano con gli ombrelli. Questo sabato a Milano, K-Way ha creato una scenografia da terrazza per la sfilata, con sedie di vimini, tavoli rotondi in finto marmo e le iconiche tende da sole verdi di quel caffè.
 
“Non avrei mai immaginato che l’idea sarebbe diventata un brand così duraturo o che saremmo stati tutti qui oggi a celebrarlo. È magico”, ha commentato Duhamel, prima della sfilata.
 
Il suo concept utilitaristico si basava sulla domanda “à quoi sert”, che significa: a cosa serve tutta questa attrezzatura extra quando hai il nylon. Quoi, trasformato in K, pronunciato Ka in francese, e dopo un American Way il marchio è cresciuto fino a diventare K-Way.
 
Oggigiorno le cerniere a strisce arancioni e gialle di K-Way sono onnipresenti nei giorni di pioggia in tutte le capitali europee, con il marchio che gode di una crescita ultra rapida. La nuova collezione autunno/inverno porta la label in un posto nuovo, con un’intera pletora di accattivanti spezzati invernali.
 
Da mini e short matellasé, a piumini gargantueschi ed enormi cappotti cocoon imbottiti, tutto era tremendamente attraente.
 
Giubbotti arancioni imbottiti, tagliati come capi da manovra militare; piumini rifiniti con un nuovo monogramma K; e borse dalla forma di zaini da paracadute.
 
Un cast ammirevole: da una bellezza nera con morbide treccine attorcigliate, al sosia di una star del K-pop in un’elegante giacca da volo stropicciata color avorio. Cenni a Issey Miyake e Y-3 nella collezione, ma sempre ridisegnati attraverso il concept K-Way.
 
“Non è così facile creare una sfilata per un brand specifico come il nostro. Quindi, se ne fai una deve essere speciale”, ha commentato Lorenzo Boglione, che negli ultimi anni ha organizzato una sfilata annuale K-Way unisex durante ogni stagione milanese del menswear a gennaio.
 
Una sfilata che si è conclusa con una sposa invernale e sportiva, in crinolina e un enorme strascico in nylon color acido.
 
Nessuno è uscito a salutare alla fine della sfilata, andata in scena in zona Isola, l’area industriale del nord-est milanese recentemente rivitalizzata. Ma il team di design meritava sicuramente inchino e applauso dopo questa performance impressionante.

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