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vendite trimestrali ostacolate dal Covid-19 in Cina


Di

AFP

Versione italiana di

Gianluca Bolelli

Pubblicato il



18 gen 2023

Il colosso svizzero del lusso Richemont, proprietario fra l’altro della casa di gioielleria Cartier, ha svelato mercoledì vendite trimestrali in aumento dell’8%, a 5,4 miliardi di euro, frenate dalla Cina, a causa dell’esplosione del numero di casi di Covid-19 nell’ex Celeste Impero.

Chloé – Primavera-Estate 2023 – Womenswear – Parigi – © ImaxTree

Nel periodo andato da ottobre a fine dicembre, il gruppo elvetico di origini sudafricane, che pubblica i propri risultati su base scaglionata, ha visto le vendite nella zona Asia-Pacifico diminuire del 9% escludendo gli effetti valutari, appesantite dai dati di Cina, Hong Kong e Macao, nonostante un aumento del suo fatturato in tutte le altre parti del globo.

In Cina, le sue vendite sono diminuite del 24% durante il terzo trimestre dell’anno finanziario 2022/23, poiché il “massiccio aumento dei casi di Covid” ha pesato sull’affluenza nelle sue boutique, ma anche sulla disponibilità di personale, che ha portato a una “riduzione dei orari di apertura dei negozi” o a “chiusure temporanee dei punti vendita”.

Al contrario, le sue vendite in Europa sono aumentate del 19% in valute locali durante il trimestre, che include le festività natalizie, grazie alla domanda sia locale che turistica, in particolare da parte dei turisti americani e mediorientali, il cui potere d’acquisto è potenziato da tassi di cambio favorevoli.

“Le performance in Francia, Italia e Svizzera sono state particolarmente degne di nota”, ha affermato il gruppo nel proprio comunicato.

Alaïa – Autunno-Inverno 2022/23 – Womenswear – Parigi – © ImaxTree

L’aumento delle vendite è stato del 3% nella zona delle Americhe, e il gruppo sottolinea che una parte di esse si riporta sui viaggi all’estero, grazie alla forza del dollaro.

Le sue entrate sono invece aumentate del 10% nella zona Medio Oriente e Africa, con i Mondiali di calcio in Qatar che hanno spinto gli acquisti turistici.

Il Giappone, che viene conteggiato separatamente dal resto dell’Asia, ha invece registrato la performance migliore, con un aumento delle vendite del 43%, sempre grazie alla domanda locale e turistica.

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Articolo preso da Fashio Network Italia

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