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Maglificio Liliana chiude in volata il 2022, investe in tecnologia e approda in Giappone


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19 gen 2023

Ottimo 2022 per il Maglificio Liliana di Montichiari (BS), che assiste alla crescita costante e sicura dei suoi tre brand: Impulso, Montechiaro e Lorenzoni. “I nostri genitori hanno fondato l’azienda nel 1969 producendo maglieria da donna di medio livello, poi nel 1993 siamo entrati in società noi figli, e abbiamo rivoluzionato l’attività per passare alla maglieria da uomo di alta gamma”, racconta a FashionNetwork.com Andrea Lorenzoni, CEO del Maglificio Liliana e dunque esponente della seconda generazione alla guida dell’azienda.

Andrea Lorenzoni, CEO del Maglificio Liliana, fotografato a Pitti Uomo 103 davanti alle particolarissime maglie 3D di Montechiaro – G.B. – FashionNetwork.com

“Io sono il CEO e il responsabile vendite”, prosegue, “Elisa si occupa dello sviluppo delle collezioni e della comunicazione, e Monica, la sorella più grande, è attiva nella produzione, che è quasi tutta interna o concentrata nell’indotto di Montichiari, grazie a tanti piccoli laboratori artigiani che lavorano per il Maglificio Liliana. Noi li supportiamo dando loro in comodato i macchinari che gli acquistiamo, visto che non potrebbero permetterseli”.
 
“I nostri genitori sono stati davvero bravi a lasciare a ragazzi arrivati in azienda da soli tre anni (io ero entrato a 19 anni) la scelta di effettuare questo cambiamento diametrale. Sopportando anche qualche scontro, che credo fosse fisiologico”, ricorda il CEO.

Dei tre marchi aziendali, il primo nato è Montechiaro, brand di maglieria classica, che propone capi fantasia, a volte dai tocchi persino eccentrici, o dotati di strutture tridimensionali. Questi ultimi rappresentano un po’ il fiore all’occhiello dell’azienda bresciana, visto che occorrono 4 ore di lavorazione a mano per confezionare una di queste maglie. “Solo 3 aziende nel mondo sono in grado di realizzare questa lavorazione: noi, una in Australia e una negli USA”, assicura Lorenzoni.

Lorenzoni, AI 2023/24

Impulso nasce nel 2003 muovendosi da un’ispirazione nautica (nel suo simbolo compaiono infatti due vele), evolvendosi in un total look sportswear da uomo, ricco di giacche, giacconi, felpe e tute, cui si aggiungono capi in tessuti idrorepellenti, con una nicchia di prodotti ancora tipicamente nautica.
 
Il terzo è Lorenzoni, il marchio premium, che realizza capi in cashmere, eco-cashmere, cashmere by Cariaggi, tessuti riciclati, lane e sete pregiate e tinture particolari.
 
Il gruppo, che dà lavoro a 30 dipendenti diretti, ma ha un indotto fra le 300 e le 400 persone, distribuisce i suoi marchi in circa 1.300 negozi nel mondo, operando in oltre 50 Paesi, con Germania e Francia come mercati esteri principali insieme agli Stati Uniti e al Canada, nei quali il Maglificio Liliana possiede filiali commerciali locali (a Montreal e New York) che curano la distribuzione. “Abbiamo debuttato in Giappone dalla scorsa stagione”, rivela il CEO, “riscontrando interesse soprattutto per il brand Lorenzoni e per le lavorazioni ad effetto tridimensionale della Montechiaro”.

Impulso, AI 2023/24

Dopo un 2022 chiuso con una crescita di fatturato di circa il 20% sul 2021, il 65% generato all’estero, il 35% sul mercato domestico, l’azienda bresciana ha registrato ordini per la campagna vendite dell’estivo superiori al 30% rispetto a quelli dell’anno precedente. “Un interesse confermato nell’invernale”, conferma Andrea Lorenzoni, che indica in Montechiaro, il primo nato, dotato dunque di una base storica di clienti maggiormente consolidata, il marchio che genera più giro d’affari alla società – salito del 40% nello scorso esercizio. Ma sono cresciuti anche i fatturati delle altre due label, di circa il 20% per entrambe lo scorso anno.
 
A livello ecologico, il Maglificio Liliana produce “il doppio dell’energia elettrica che ci serve grazie al fotovoltaico, e prossimamente investiremo il 10% dei nostri guadagni nell’acquisto di macchinari e nuove tecnologie”, conclude il CEO.

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Articolo preso da Fashio Network Italia

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