Creazione

Giovanni Raspini sponsorizza un nuovo restauro


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19 nov 2021

Venerdì 26 novembre, dalle ore 11, presso l’antica chiesa di Sant’Agostino a Monte San Savino (AR), avrà luogo l’evento di ricollocazione della grande tela realizzata da Orazio Porta nel 1581 per conto dei monaci agostiniani conosciuta come l’Incoronazione della Vergine tra S. Lucia e S. Caterina d’Alessandria. Il dipinto è stato restaurato grazie al supporto economico, quale sponsor unico, dell’argentiere e stilista di gioielli Giovanni Raspini, che ha affidato l’incarico tecnico alle dottoresse Alessandra Gorgoni e Nadia Innocentini.

Un momento del restauro – Giovanni Raspini

Non è la prima iniziativa di questo tipo del marchio di gioielli dell’omonimo designer toscano. Da luglio scorso Giovanni Raspini ha infatti aperto la sua nuova sede e atelier nel Palazzo dei Topi d’Argento, sempre a Monte San Savino (AR), in quella che fu la casa dell’artista Andrea Sansovino (1467-1529). L’antico palazzo di 5 piani dalla facciata cinquecentesca è stato sottoposto a oltre due anni di scrupoloso restauro sotto la direzione artistica dell’architetto Roberto Baciocchi venendo trasformato in una sorta di misto tra una wunderkammer e un cabinet de curiosités. I suoi 25 ambienti fra stanze e saloni affrescati sono stati comunque lasciati inalterati nella loro identità originale, così come il cortile interno, le ampie cantine risalenti al Medioevo e le due terrazze panoramiche.
 
“Fortemente legato alla mia terra, verso la quale sono debitore di bellezza e storia, ho sempre cercato di realizzare qualcosa per tutelarne il patrimonio artistico e culturale, contribuendo a restauri e a iniziative per la promozione del territorio. In particolare, nell’opera di Orazio Porta (il quale nacque a Monte San Savino nel 1540 e fu allievo di Giorgio Vasari), situata proprio nella chiesa davanti al nostro Palazzo dei Topi d’Argento, sono stati raffigurati dei bellissimi gioielli rinascimentali, indossati dalla vergine e dalle due sante, e questo per me è quasi un segno del destino”.

Porta, pittore d’ispirazione manierista, ma anche architetto, lavorò con Vasari in Palazzo Vecchio a Firenze e per Papa Pio V in Roma. Il dipinto di Monte San Savino fu realizzato in virtù della grande devozione che il popolo e i monaci dichiaravano nei confronti di S. Lucia e S. Caterina di Alessandria, qui rappresentate con i rispettivi strumenti del martirio.

La ricchezza dell’oreficeria medicea toscana è rappresentata nel dipinto – Giovanni Raspini

“Nel corso dei secoli il dipinto non era mai stato restaurato”, dice Alessandra Gorgoni, “e versava in un pessimo stato di conservazione. In sintesi il nostro intervento ha riguardato la pulitura selettiva della pellicola pittorica, il miglioramento del supporto tela e superficie pittura, l’applicazione di strisce perimetrali e il ritensionamento sul telaio originale (fra l’altro bellissimo), la stuccatura delle lacune e, naturalmente, la reintegrazione pittorica”.
 
Giuliano Centrodi ha invece raccontato l’episodio di “censura religiosa” di cui il dipinto fu protagonista: “Il visitatore apostolico che nel 1583 compì il sopralluogo presso la chiesa di Sant’Agostino evidenziò come i gioielli che adornavano le due sante fossero troppo ricchi e vistosi, come anche le scollature, soprattutto quella di S. Lucia. Chiese anche la rimozione del quadro, cosa che probabilmente non ebbe mai luogo. In realtà”, continua Centrodi, “le parure di gioielli qui rappresentate sono davvero belle e molto ricercate, con inserimenti di perle, pietre dure e preziose in colore, oltre al luminoso oro. Sicuramente Porta è tributario di suggestioni stilistiche legate al Vasari e alla ricchezza dell’oreficeria medicea toscana”.
 
In origine orafo argentiere, poi imprenditore, architetto, designer, collezionista e studioso di oreficeria e argenteria antica, Giovanni Raspini è un personaggio poliedrico che punta da sempre a nobilitare i gioielli in argento.

Giovanni Raspini

Il suo marchio produce gioielli, ma anche complementi d’arredo, come le cornici, in argento e in bronzobianco, la lega nobile testata e sviluppata dallo stesso Raspini. Distribuito in 15 negozi monomarca, in 10 corner in franchising, nei negozi Rinascente e Coin di Milano e Roma e in circa 600 punti vendita multimarca, soprattutto diffusi in Italia, Germania e Regno Unito, il brand Giovanni Raspini ha terminato il 2020 ad oltre 20 milioni di euro di fatturato, solo per il 10% ottenuto all’estero, tanto che dal 2022 i suoi piani d’espansione punteranno ad incrementare soprattutto la sua distribuzione internazionale, ha svelato l’azienda a FashionNetwork.com.

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